I will understand everything has its plan [*]

Nel presepe, per esempio, il cielo era un foglio di carta argentata dipinto di blu, come se a Betlemme fosse sempre notte e solo da un lato. Nei disegni che facevo era una riga azzurra che costeggiava il margine superiore del foglio, quasi a riflettere la riga verde che rappresentava l’erba del prato punteggiata di fiori rossi. Fuori dalla finestra il cielo era fatto a triangoli che si aprivano tra una montagna e l’altra. Sdraiata a pancia all’aria per guardare le stelle, era una tenda che mi finiva agli angoli degli occhi.
Quando sono arrivata in mezzo alla pianura Padana il cielo erano tre pareti immense e scivolose, senza niente a cui aggrapparsi. Quando sono tornata sul lago il cielo era una strettoia in cui mi sentivo soffocare. Quando sono arrivata a Milano il cielo era anemico e solo a volte prendeva colore specchiandosi in certi palazzi che sembrano sfiorarlo con un dito.
Il cielo di ogni città è come il suo accento: inizi a sentirlo man mano che ti avvicini, ti immerge non appena scendi dal treno, se l’hai visto una volta lo riconosci da quanto è alto, da quanto è basso, da quanto è azzurro.
Ho letto l’altro giorno che c’è stato un tempo in cui non avevamo le parole per dire il blu, l’azzurro e le sue sfumature. C’è stato un tempo in cui avevamo solo le parole per dire il bianco, il nero, la prima parola colore è stata il rosso del sangue, vedevamo il cielo solo all’alba o al tramonto, vedevamo le nuvole col nulla intorno. Persino il mare aveva il colore del vino e non quello dell’acqua.
Chissà come ci dicevamo il cielo, quando non avevamo le parole per dirlo. Chissà se con solo due matite a disposizione ci capivamo di più, o litigavamo più spesso. Chissà se era diverso, o erano diversi gli occhi. Chissà perché Milano mi fa sempre dimenticare di alzare il naso e lo sguardo, chissà perché mi entra dalle finestre senza tingermi le tende, chissà perché le nuvole stanno spesso nascoste. Chissà se tu, che sei cresciuto qui, lo vedi di un altro colore. Chissà se il cielo da me ti stupisce, ti incanta, se lo vedi diverso. Chissà di quanti fogli è composto il cielo, chissà se ci puoi disegnare.

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