I catch up with your shadow but you’re walking too fast [*]

Ci pensi mai alle storie che raccontano le ombre? Secondo me sono ambientate nel futuro, non ci credi? Provo a spiegarti perché.
Per esempio: l’altro giorno ho visto l’estate nell’ombra di una palma su una panca di legno, il mese scorso ho visto le nostre ombre tenersi per mano mentre guardavo per terra per evitare di incontrare il tuo sguardo dopo che avevamo litigato. Le nostre ombre avevano già fatto pace, erano così vicine che sembravano baciarsi.
Le ombre dei bambini sono molto più alte di loro, perché prevedono il momento in cui saranno già grandi, le ombre degli adulti sono piccole e rattrappite come i vecchi che diventeranno.
Certo, le ombre in realtà potrebbero essere un ricordo: il ricordo dell’estate scorsa, il ricordo di quando non litigavamo mai. D’altra parte ci inseguono, come tende a fare il passato, solo a volte cercano di superarci arrampicandosi sui muri.
Gli alberi in piazza hanno già iniziato a raccontare l’autunno, disegnando i contorni delle foglie sull’asfalto. L’ombra della persiana stende già il colore della notte sui muri della stanza. Quando entri dalla porta la tua ombra ti precede, ma solo la mattina; alla sera si prepara per uscire, per andare a lavorare.

 

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