Now I can’t walk alone [*]

Ho un braccialetto che mi dice i battiti del cuore. L’ho preso per la corsa, per imparare a prendere fiato, a respirare. Te l’ho detto che corro? A un certo punto ho deciso che volevo imparare ad amare la fatica, a cercare nell’affanno, nello sforzo, la mancanza di pensieri.
Il braccialetto è viola e misura il polso come un medico antico, due luci verdi al posto delle dita mi sfiorano le vene. Disegna il percorso delle mie giornate, vede cose che io non so: se impari a leggere il tracciato capisci se mi sono svegliata con l’ansia (75) o se mi sono data il tempo di rigirarmi tra le lenzuola (62), capisci quando ho acceso la prima sigaretta (80), quando sono uscita con le scarpe da tennis a per andare a fare la spesa facendo il giro lungo (104) o quando ho messo i tacchi per correre a una riunione di lavoro (92).
Quand’ero piccola avevo il soffio al cuore, che vuol dire che il mio cuore fischiava o sibilava: come un merlo o un serpente, come un arbitro o il detective in un noir tradotto male, come il vento. Quando ero un po’ più grande il cuore graffiava di inchiostro nero la carta dell’elettrocardiogramma ogni sabato mattina. Quando ero un po’ più piccola mi stringevo il pugno davanti alla maestra che ci spiegava quanto è grande il cuore. Quando ero piccola, più piccola, grande, molto grande, ho studiato come si rompe e si aggiusta e si rompe.
Se impari a leggere il tracciato capisci se ho saltato la cena (52), se ho mangiato la pizza (83) pentendomi come tutte le volte fino a quella successiva. Se impari a leggere il tracciato e lo incroci con le previsioni del tempo scopri che ho paura dei tuoni (87), se impari a leggere il tracciato e lo leggi giorno dopo giorno ci vedi che ho poco tempo per me ma non per gli altri (72), che lavoro troppo (85), puoi contare i caffè che bevo (minimo 3 tazze di caffè americano) e vedermi qui che scrivo (adesso, con la sigaretta in mano, 76).
Il braccialetto che mi dice i battiti del cuore conta anche i passi che faccio, ma solo quelli avanti; per quelli indietro il braccialetto lo devono ancora inventare. Il braccialetto conta i passi solo se oscillo il braccio e mi accorgo di avere preso il vizio di farlo, di oscillare il braccio quando cammino, come se contassero solo i passi misurati.
Il braccialetto che mi dice i battiti del cuore e conta i passi che faccio mi dice anche quanto ho dormito, e come. Si accorge se mi rigiro nel letto ma fa finta di niente quando resto immobile a guardare il soffitto, è facile ingannarlo.
Quando si scarica la batteria del braccialetto che mi dice i battiti del cuore e conta i passi e mi dice quanto dormo, e come, lo collego al computer e resto ferma: ma il cuore continua a camminare. Ci sono dei buchi, nel tracciato, ma io continuo a esistere anche quando il mio cuore batte senza essere misurato, le mie gambe si muovono senza aumentare il conteggio. Ci sono altri buchi, ma in quelli ci cado.

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