A Rock to Cling to [you are]

Quella salvia, era l’ultima pianta nell’espositore. Era sofferente, con le foglie tristi come quelle di un salice, ma abbiamo pensato di dargli una possibilità. Per qualche settimana ci è sembrata rinvigorirsi insieme al basilico e al rosmarino, ma era una finzione: ha cambiato colore ed è diventata fragile, le foglie si sbriciolano a toccarle, i rami secchi si sono riempiti della polvere della strada.
Gli abbiamo raccontato la storia della salvia e, il giorno dopo, ci ha detto: ne ho presa un po’ della mia, ho provato a metterla in un vaso – forse non succederà niente, forse metterà le radici, vedremo. L’abbiamo portata in viaggio con noi, l’ho bagnata di nuovo prima di andare a dormire e al risveglio e di nuovo qualche minuto fa, quando mi hai guardato scuotendo la testa come a dire, non ce l’ha fatta, non ce la può fare.
Questa cosa di trapiantare, cambiare di vaso, girare la terra. Cambiare vita, città, casa.
E allora poi succede che ti dico che mi sento sola e te lo dico mentre mi stai tenendo stretta, perché mi ascolti, sì, e ci sei stato e c’eri e ci sei, ma certe cose sembrano impossibili da condividere, e guardo la salvia e vorrei che alzasse la testa, che mettesse radici, che è un po’ come dire che vorrei sperare.
Poi penso a quella mattina in cui ci siamo accorti di due foglie verdi che spuntavano là dove gli inquilini precedenti avevano lasciato rami secchi e mozziconi di sigaretta, e all’inizio abbiamo pensato che fossero foglie cadute e invece avevamo sbagliato tutto, era una nuova pianta, è basilico – l’ho detto io o l’hai detto tu – e mentre io rifacevo il letto tu gli hai preparato il terreno strappando le erbacce con le dita, hai girato le zolle, gli hai dato acqua.
Secondo me è già tutto chiaro così, ora che ci penso, anche se perché mi diventasse chiaro l’ho dovuto scrivere. Anche se ci starebbe bene una frase di quelle che restano impresse, adesso, prima del punto finale, ma questa storia, in fondo, non mi insegna anche che dovrei dare meno importanza alle parole? Non è per questo che ti assicuri sempre che ci sia acqua nel mio bicchiere, non è per questo che mi sprimacci il cuscino e me lo appoggi dietro alle spalle per non farmi scontrare con la testiera del letto? Non è per questo che quando sono triste mi accarezzi i capelli nonostante i nodi? Mi stavo specchiando nella pianta sbagliata.

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