You make loving fun

Succede spesso, che tu ti interrompa – che tu mi interrompa – per prendermi il viso tra le mani e darmi un bacio e dirmi che siamo belli. Che poi è vero, che siamo belli – è vero nel senso che dici tu ed è vero in tutti i sensi possibili e immaginabili – anche se preferirei che, a definirci, fosse una parola più piena, più lunga, più musicale, anche.
Qual è la tua parola preferita? Ti chiedo, allora. La mia – non so se sia davvero la mia parola preferita tra tutte, non è mica facile scegliere, però capita che le persone ti facciano domande di questo tipo e mi piace avere la risposta pronta per non svelare la mia indecisione cronica, e allora rispondo, rosso, pistacchio, l’autunno, Fenoglio, e irrefutabile. La mia parola preferita è irrefutabile. Dice:

irrefutabile
[ir-re-fu-tà-bi-le]
agg. (pl. -li)
Che non si può confutare, discutere, contrastare: verità, testimonianze irrefutabili

e adesso che ci penso è adatta, potremmo dirci che siamo irrefutabili, ma farebbe ridere – non che ridere sia una brutta cosa, anzi – lo facciamo spesso, ridere, e io rido forte, e tu ridi più forte, e io ancora più forte, fino ad avere le lacrime agli occhi. Mi piace molto. Però in quei momenti è bello restare un po’ seri, non troppo, ma un po’ sì.
Tu una parola pronta non ce l’avevi, invece. Mi hai guardato e mi hai risposto, ieri sera, eravamo sul divano, c’erano delle bi, delle ci e delle emme, mi hai dato un bacio, ti sei rimesso a studiare e, ogni tanto, mi guardi per vedere se ho finito di scrivere. Di scriverti. Non posso finire, però, finché non riesco a ricordarmi quale fosse la tua parola preferita, per scrivertela insieme a tutte le altre. Mi fermo, torno all’inizio, rileggo per cercare di trovarla. C’erano delle bi, delle ci e delle emme, hai detto, e allora penso che no, non riesco proprio a ricordarmela, ma me ne è venuta in mente una che magari non sarà adatta a diventare la tua parola preferita, quella con cui rispondere rosso, vaniglia, primavera, Pynchon, parola che contiene delle bi, delle ci e delle emme, ma spero che possa essere la tua parola preferita nei prossimi cinque minuti, almeno. Che sia una di quelle parole che diventano fatti, anche.
Baciami. Ci sono una bi, una ci, una emme. Baciami.
Siamo belli.

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