Invernate, estavera

Quel giorno che io stavo lavorando e tu sei uscito e poi sei tornato e mentre eri via mi sono affacciata sulla strada, alla finestra da cui vedi i pensieri di chi passa senza che chi passa possa vedere i tuoi, e c’era il sole e faceva caldo, quasi, e quando sei tornato sorridevi e mi hai detto, sembra quasi primavera, e io ci ho creduto, ho pensato che forse per quest’anno l’inverno ce lo eravamo risparmiato, che quando ci siamo visti quell’altra volta sembrava esserci aria di neve e ti ho detto, speriamo ci imbianchi i cappotti avrei voluto dire, speriamo di toglierceli presto.
Sembra quasi primavera, hai detto, con la stessa voce con cui mi dici che andrà tutto bene, che questi giorni finiranno, è una voce che potrebbe dirmi qualsiasi cosa e io mi fiderei, non tanto della voce, forse, ma dei luoghi da cui viene – mi fido della tua bocca, mi fido della tua gola, mi fido dei tuoi polmoni della tua aria mi fido di te  anche se ti ho detto che non crederò più a niente e nessuno, e tu mi hai risposto di darti tempo per farmi cambiare idea e io l’avevo già cambiata ma ti ricordi come funziona? Devi prendertelo tutto comunque, quel tempo, ogni giorno in cui mi sceglierai, per convincermi di nuovo.
Sembra quasi primavera, hai detto, e allora perché oggi fa così tanto freddo? Da quando sono arrivata qui non faccio che tremare, e so che se ci fossi mi avvolgeresti le spalle nell’asciugamano caldo e mi viene in mente che entrambi siamo caldi e freddi in modo complementare, i piedi, sì, no, le mani, no, sì, e forse siamo fatti apposta per scaldarci a vicenda sempre, o rinfrescarci, quando il sole picchierà sulle nostre teste e questi giorni saranno solo un ricordo che userò per farmi ombra, e questi giorni saranno fogli in fondo a una pila di altri giorni che avremo vissuto sotto lo stesso cielo, avvicinandoci sempre un poco di più, e potrò dirti – avevi ragione, quando mi dicevi che sarebbe andato tutto bene, o meglio ancora: grazie per avere mantenuto quella promessa che mi hai fatto, e allora tienimi per mano, mentre inizio questa mia nuova vita, dimmi ancora che sembra quasi primavera come quella volta che era solo l’altro giorno, continua a proteggermi dal rumore, a nutrirmi di musica, mentre io ti proteggo dalla paura e ti nutro di parole, e saremo sazi e soddisfatti insieme, insieme ci prenderemo gioco delle stagioni inventandoci le nostre, l’invernate, l’estavera, avremo le nostre festività private avremo tutto, che è il minimo che possa darti, anche in primavera a volte fa freddo ma poi torna subito il sole, e sarà un’altra data da celebrare, la rinascita insieme ai compleanni, agli anniversari, agli anni che finiscono e iniziano in un solo lungo bacio, alle notti in cui non ho paura di cercarti.

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Un pensiero riguardo “Invernate, estavera

  1. È bellissimo questo post, tutti i miei complimenti. E’ un post solare, pieno di speranza e fiducia, senza paura a riconoscere le proprie ansie. Penso che tutti abbiamo una voce della quale fidarsi, sia per quello che dice ma soprattutto per chi lo dice e come lo dice. Davvero prezioso questo post.
    Sara M.

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