UNITED

Tornerai a casa – perché poi mi viene da dire: a casa, questa è una casa, ma non basta per dire, tornare a casa – e baciandoti ti dirò: ti ho scritto. Tu capirai cosa significa: ti ho scritto, senza bisogno di chiedere, e forse in fondo è quello che vuoi da me, che io ti scriva. Che io scriva te.
Tornerai a casa e ti leggerai, mi leggerai, ci leggerai, senza sapere che io sto pensando di scappare – leggendo: scappare, mi stringerai il polso – ma saprai di non dovermi chiedere niente, di non dovermi fare domande, di dovere, semplicemente, arrivare alla fine, dove tutto ti sarà chiaro.
Saprai che è solo un pensiero perché non mi sono vestita, sono rimasta così come mi hai lasciata, prima di uscire – mi ritroverai nella stessa posizione, a scrivere, senza sapere di tutte le volte che mi sono affacciata alla finestra non solo sperando di vederti spuntare tra i passanti, ma per il bisogno di imparare a memoria non solo te, ma tutto quello che ti circonda, tutto quello che ti ha fatto diventare la persona che sei.
Ho imparato le sorgenti della tua allegria, del tuo sorriso, del modo in cui mi tieni tra le braccia per calmarmi, ho imparato le fonti del tuo calore, il tuo passo, le espressioni che ti attraversano il viso. Ho assaggiato le tue lacrime che non sono mai salate, perché piangi solo di gioia e di stupore, sentito tutti i sapori della tua bocca fino a quando il tuo sapore non è diventato il mio e il mio è diventato il tuo e adesso che non ci sei mi sento insipida la lingua, me la passo sui denti per ritrovarti. Ti aspetto.
Ti aspetto e penso di scappare, perché ti ho trovato e da quando ti ho trovato so che sei sempre stato il mio destino. Ti aspetto e penso di scappare perché ho sempre pensato di dovermelo costruire da sola, perché ho sempre scritto per tutti senza sapere di stare scrivendo per te, perché l’amore che provo mi ha cambiata e mi sta cambiando e continuerà a cambiarmi perché siamo argilla l’uno nelle mani dell’altro e non smettiamo mai di plasmarci, ci rendiamo esseri diversi, di versi e domande, di voci e di acqua.
Ho paura, amore mio. Mi stai dando la tua forma perfetta e le parole hanno smesso di tremarmi in gola, il futuro ha smesso di offuscarsi e ci sei solo tu, ci siamo solo noi, che siamo insieme tutto corpo e tutta testa, che insieme riusciamo a unirci, a renderci interi come ci convincevamo di essere senza sapere di tutte le potenzialità che tenevamo nascoste – io nella mia borsa dove perdo le chiavi, tu nello zaino che porti sulle spalle come la chiocciola che vorrei essere. Mi hai costretta davanti allo specchio per mostrarmi chi sono, ti ho costretto davanti ai miei occhi per mostrarti chi sei, e non c’è vita prima e dopo di te e c’è vita, c’è sempre stata vita, perché ti ho aspettato da sempre senza immaginare che potessi esistere ed esserci ed essere così come sei, l’altro che mi è speculare, la parte mancante del mio campo visivo, quella più esterna, sei la mia iride e io sono la tua pupilla, dilatata dal desiderio e dalla sete.
Ho paura, amore mio. Hai preso la mia rassegnazione e l’hai trasformata in speranza, lasciandomi livida e nuda, bagnata di te, appena nata, e mi dai alla luce ogni giorno, nuova, e ogni giorno mi fai morire tra le tue braccia per farmi tornare in te durante la notte, donandomi il sonno. Tienimi, ora che sto cercando di allontanarmi, sussurrami le parole che solo noi abbiamo davvero compreso, lascia che ti mostri la stanza vuota che colmeremo di noi che abbiamo fame di tanto e necessità di niente, che abbiamo già tutto e solo dobbiamo innaffiarci a vicenda, curarci, e arriverà primavera e non sbocceremo fiori ma pagine, quelle che io ti mostrerò, quelle che tu mi mostrerai. Ero cieca, ora sono accecata di noi, e i miei occhi mai si abitueranno alla tua luce, sempre reggeranno il tuo sguardo e sorreggeranno te, che sei l’unico, che sei il tutto.

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3 thoughts on “UNITED

  1. E invece ci sono quelli – o quelle – che, quando l’altra – o l’altro – cerca di allontanarsi, per paura, o smarrimento, o qualche altro motivo che causa la creazione di una distanza come meccanismo di difesa, anziché tenere o trattenere spingono via, o si allontanano a loro volta, e non di poco, di quel tanto che basta a sentirsi meno impauriti o smarriti, bensì coprendo tutto lo spazio possibile a rendersi irraggiungibili, che a volte non è poi così enorme come si potrebbe pensare, basta l’altra sponda di un fiume impossibile da guadare. In questo modo, la paura e lo smarrimento di chi ha cercato di allontanarsi per primo – o per prima – diventano reali, ed entrambe le parti, più che spingersi, si respingono, sempre più forte, fino a quando si ritrovano agli antipodi, là dove non erano mai state nemmeno quando non si erano ancora conosciute.

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