Bad Feeling [*]

E allora mi viene in mente che sarebbe bello se le parole ci uscissero dalla bocca come nei fumetti, che gli altri le potessero vedere, che fossero in corsivo, in grassetto, in minuscolo, in maiuscolo, che avessero diversi colori a seconda della sfumatura che vogliamo dare a una frase – è vero che la voce dipinge, ma la mia è sempre roca e ho mal di gola e, in caso di incomprensioni potremmo metterci a guardare le parole sopra la nostra testa, prima che svaniscano, e confrontarci sul loro significato.
Mi viene in mente che vorrei dirti che mi manchi, per esempio, ma vorrei dirtelo in modo che tu non ti senta in dovere di rispondermi, anche tu mi manchi, di dirtelo in modo che tu non ti senta in dovere di sentire la mia mancanza – vorrei solo comunicarti questa sensazione che mi prende in certi momenti e che sarebbe bella da sentirsi dire, se qualcuno prima di noi non ci avesse costruito sopra dei significati diversi da quelli che vorrei darle io ora, e se le parole mi uscissero dalla bocca come in un fumetto vedresti il tratto leggero della matita, il modo in cui esita tra una lettera e l’altra, il colore tenue della mancanza e l’assenza di domande implicite alla fine dell’enunciazione.
Se avessi dei dubbi potresti prendere l’unico filo, che è quello che mi esce dalla bocca e la collega alla frase: mi manchi – non ci sono altri fili, ti accorgeresti anche di questo – e trattenerla come un palloncino e guardarla da ogni lato, e io, se ti vedessi corrucciarti, mi infilerei le mani in tasca e prenderei un ago e la farei scoppiare, e non scoppierebbe come un palloncino, urlando, né si sgonfierebbe zigzagandoci intorno. Ti accorgeresti che è fatta di fumo, o di vapore, che si dissolve infilandoci dentro un dito senza lasciare residui.
E invece così tutti i pensieri mi escono dalle orecchie e salgono e si stratificano ed è per questo che tutto intorno c’è la nebbia, ed è per questo che per arrivare qui si fa così tanta fatica. Se dicessi i pensieri resterebbero sempre leggeri, non si incatramerebbero dei pensieri ai quali sono costretti a restare incastrati nel poco spazio che ho sotto ai capelli che si diradano.
E invece così tutti i pensieri mi escono dalle orecchie e salgono e tentano di salire ma non riescono perché si sono fatti pesanti, e sono tutte le parole che non ho detto, e sono tutte le parole che avrei potuto dire e recidere e porgerti o fare volare o fare seccare tra le pagine del libro che avrei voluto prestarti, che avrei dovuto prestarti, che non leggerai.

[*]

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8 thoughts on “Bad Feeling [*]

  1. Mi piacerebbe che questi pensieri si facciano cappotti e cappotto, da dover per forza indossare, pesante ma che copre e che protegge, di cui non si può fare a meno, e nel toglierselo mancherebbe la protezione, la presenza in etti, e avrebbe vinto il freddo, che questi pensieri e queste parole, siano il suo cappotto.

  2. ti ricordi di quella ‘voglia di piangere che non sa mai di calma?’ eccola che c’è di nuovo, dopo aver letto, riletto, copiato, incollato sulla parete e fissato per un tempo infinito quello che hai scritto. non è propriamente voglia, quella di piangere. è una specie di bisogno, una reazione incontrollabile – quando mi rendo conto che le parole si sono davvero seccate nel libro che avrei voluto prestarGli. quando poi mi accorgo di quanto sono ancora vive, piene, come se nascessero nuove ogni giorno. ma in realtà le accumulo da così tanto tempo che non sono più capaci di diventare voce.. solo lacrime.

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