I’ll know my name as it’s called again [*]

Ci sono delle cose che, secondo me, sono il contrario dell’amore. Il contrario dell’amore, a dispetto di quello che possiate pensare, non è l’odio. Non è neanche l’indifferenza, come dicono alcuni. Il contrario dell’amore è una cosa che non ha un nome preciso, forse perché ne ha tanti.
Quando ho aperto la pagina volevo fare un elenco delle cose che mi rendono triste in questo momento. Le cose che proprio adesso mi fanno venire voglia di piangere. Io non sono brava a fare gli elenchi, ed è una cosa strana, perché, per esempio, sono bravissima a fare la lista della spesa, ho in testa tutta la mappa del supermercato e la lista si muove a partire dal banco della frutta e della verdura fino ad arrivare alle casse seguendo l’ordine delle corsie e, in generale, faccio un sacco di liste – dei libri che ho letto, dei film che ho visto, dei libri che vorrei leggere, dei film che vorrei vedere, a volte faccio delle liste delle cose da fare, anche, e una lista non è molto diversa da un elenco. Vorrei saperlo scrivere, un elenco delle cose che mi rendono triste in questo momento, ma poi quando ho pensato a queste cose mi sono accorta che hanno tutte a che fare con questa storia del contrario dell’amore. È come la differenza tra fare la lista della spesa e scrivere una ricetta per preparare una torta, in un certo senso o, ancora meglio, come prepararla, la torta, perché cos’è l’amore non è una cosa che si scrive, è una cosa che si fa sporcando dappertutto, anche se si indossa il grembiule, l’amore è una cosa che fa ingrassare, che è dolce sulla lingua e ti lascia sorridente con le briciole intorno alla bocca.
Non è proprio un paragone azzeccatissimo, perché, per dire, ci sono certe torte che sono buone tiepide, e invece l’amore, quando è tiepido, non è niente buono. Poi c’è la questione che, per esempio, ci sono persone che quando cucinano vogliono farlo assolutamente da sole, e invece l’amore si prepara in due, mica solo si mangia, in due. Che poi nemmeno, si mangia in due – secondo me l’amore si dovrebbe mangiare in compagnia, che non vuol dire fermare tutte le persone che passano per la strada per offrirgliene una fetta, anche se a me a volte quando sono innamorata verrebbe voglia di fare così, ma capisco che non è necessario, basta invitare alcune persone, probabilmente, ma devono essere abbastanza, se no poi la torta avanza e diventa stantia e questa me la dovreste spiegare voi, perché io non la so dire meglio di così.
Poi ci sarebbe un’altra cosa ancora, che però non so neanche come dire. Ha a che fare col fatto di reinventarsi, tipo che io, per esempio, non mangio il formaggio, e tu magari non mangi un’altra cosa, e allora la torta che preparavamo prima dev’essere per forza diversa, oppure piacerà solo a uno dei due o a nessuno, addirittura. Solo che queste sono le cose che mi rendono triste, in questo momento, le cose che mi fanno venire voglia di piangere, e solo a scriverle mi si velano gli occhi ed ecco, adesso non ci vedo più e nonpsofie,mlalejfke

[*]

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7 thoughts on “I’ll know my name as it’s called again [*]

  1. Seguo da molto il tuo blog ma non mai avuto qui un vero profilo. Sono felice di averlo creato, però, anche solo per poter commentare che questo post è il più bello di quelli che abbia letto qua – che già
    sono
    tutti
    splendidi.

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