It is longing that I feel / To be missed for, to be real [*]

Questa è una lettera di niente, perché niente è tutto quello che ho.
Dicono che il niente non esiste, e non posso dimostrarti il contrario perché anche se adesso cercassi di mostrartelo non lo vedresti – è incolore, inodore, insapore, non è fatto di nessun materiale, non può essere toccato, leccato, ascoltato, non è come una conchiglia che ti porti all’orecchio e senti il mare anche se è vuota, non è come niente, è niente.
Avevo un sacco di cose che portavo sempre con me, e altre ne raccoglievo lungo il cammino, e in qualsiasi momento potevo tirare fuori ago e filo e cucirmi una coperta di ricordi, e in qualsiasi momento potevo tirare fuori carta e penna e scrivermi una lettera che avrei ricevuto da grande, a ricordarmi che tutto finisce e tutto comincia. Niente è tutto quello che ho adesso.
Ho usato tutto per costruirci una casa che non abbiamo mai abitato.
Con la tenerezza ho imbottito un materasso e dei cuscini che accogliessero i nostri corpi stanchi, pronti, ammalati, risanati nell’unione.
Con la tenacia ho costruito armadi e scaffalature che reggessero i nostri anni andati, che celassero i nostri scheletri che, una volta rinchiusi e vicini, sarebbero diventati decorazioni macabre e buffe.
Con le parole ho inventato un futuro che non sarà, mentre raccontavo un presente che – ora mi chiedo – forse non è mai stato.
Ho usato pezzi di me per decorarla, perché non fosse spoglia, perché alzando lo sguardo potessi vedere che c’ero, sempre al tuo fianco.
Ti ho messo il cuore sul comodino a ticchettare il passare delle ore, a svegliarti cantando, ad addormentarti cullandoti; dell’osso che dovrebbe proteggerlo ne ho fatta una chiave, te l’ho appesa al collo perché la usassi ogni volta per ritrovarmi, per ritrovarci: non l’hai mai fatto – l’avresti fatto se questa fosse una favola, ma questa è una lettera di niente, del niente che mi rimane, del niente che resta dopo avere dato tutto.

[*]

Annunci

12 thoughts on “It is longing that I feel / To be missed for, to be real [*]

  1. Non fare caso alla mia assenza o alla mia presenza.

    Anche quella cosa della tenerezza accumulata a imbottire i giacigli mi piace molto.

  2. Può sembrare fuori luogo, a me sembra buffo, e questo mi definisce, ma dopo averlo letto non ho potuto che passare ore ad identificarmi. Io sono stato quel buco nero del quale racconti. Io ho assorbito la forza, l’amore, le speranze di un’altra persona, e alla fine esaurite le sue risorse ho assorbito le sue accuse, universali e senza appello.
    La parte buffa è che non me ne frega un cazzo. E non so il perchè. Dovrei soffrirne no? Ho assorbito in silenzio fino all’ultima parola di accusa, mi sono fatto carico di tutte le colpe, rimango a fare la guardia a ciò che è stato, presidio la nostalgia ma non soffro per i miei sbagli. Li rivedo, accarezzandoli con la memoria, eppure quasi non sembrano neppure miei.
    Ad una parte di me sembra un crimine, lasciar morire di inedia i sentimenti di una persona, la ricchezza che lei pone nelle tue mani.
    Ma poi pensandoci meglio non è che un esito di una prova bernoulliana.

  3. ..me le sento cucite addosso queste parole. come se chiudessero, seppur a fatica, i tagli che ho e gli dessero la forza di urlare.

    grazie sempre.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...