The distance is quite simply much too far for me to row / It seems farther than ever before / Oh no [*]

Il tempo e la distanza sono come un foglio di carta. Tu puoi scriverci sopra per accorciarti il tempo, per accorciarmi la distanza, ma io da lontano non ci vedo, neanche con gli occhiali.
Il tempo e la distanza sono come un foglio di carta. Hai mai provato a piegare un foglio di carta? Prima fai combaciare due lembi, lo pieghi in due. Poi lo giri, lo pieghi in quattro. Continui così, fino ad arrivare ad avere in mano un pezzo di carta spesso, piegato molte volte, fino ad arrivare al momento in cui non lo puoi piegare più, per quanto ti ci possa impegnare. Arriverai ad avere in mano un foglio piccolissimo, rispetto a quello che avevi in mano quando hai iniziato a piegarlo, ma è duro e non riusciremmo a piegarlo neanche in due e, se lo metti in mezzo tra te e me, ci sarà impossibile combaciare allo stesso modo in cui sarebbe impossibile farlo se il pezzo di carta fosse ancora un foglio di carta, anche di quella sottile, anche di carta velina, anche di pellicola per alimenti.
Col tempo e la distanza ci puoi fare una barchetta, ma la carta assorbe l’acqua e la affonda, e l’acqua che ci divide l’ho pianta io, è più salata del mare, un rivolo che finisce in un tombino e si perde, due scie diseguali, perché un occhio piange sempre più dell’altro – quello che vede di meno – che seguono percorsi diversi, che evaporano in fretta.
Col tempo e la distanza puoi farci un aeroplano, se avessi abbastanza fiato per farmelo volare in grembo mentre sono sul divano ad aspettarti, intrecciando e sciogliendo le trecce alle frange della coperta.
Col tempo e la distanza potresti farci un cappello, se fosse estate, se fossi un muratore e stessi costruendo sotto il sole una strada che diminuirebbe la distanza, non il tempo: non puoi farci un orologio o un calendario, se l’hai in testa, e allora tocca scegliere – meglio essere tanto lontani o lontani a lungo? In qualche altra lingua tanto e a lungo si diranno allo stesso modo, in una lingua più intelligente della mia.
Col tempo e la distanza avresti potuto scrivermi una lettera al giorno, ma non mi hai mai chiesto l’indirizzo.
Col tempo e la distanza appoggiati tra le labbra puoi fischiare, ma io non ti sentirei e sarebbe tempo perso.
Col tempo e la distanza puoi fare una maschera da fare indossare a qualcuno che, per strada, mi fermi per dirmi, aspettalo, ti aspetta.
Con due pezzi di tempo ti sei tappato le orecchie, con la distanza intera mi hai tappata la bocca, ma che te lo dico a fare, non mi senti, non mi guardi, non mi leggi, mi assottiglio, tu sparisci.

[*]

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