Dei motivi nascosti nelle pizze surgelate

Ero al supermercato, nella corsia dei surgelati, e – metto le mani avanti – lo so che una volta ho scritto una cosa, sulla corsia dei surgelati, che ha fatto arrabbiare un po’ di persone, per quello che dicevo sulla corsia dei surgelati, ma non devi mica prendere sul serio tutto quello che scrivo, che non vuol dire che dica le bugie, piuttosto che dico le cose come vorrei che fossero o le cose come mi servono in quel momento, per spiegare un concetto che non saprei spiegare altrimenti.
Questa però è una storia, questa che sto per raccontare, una cosa che è successa veramente e io veramente ero lì, al supermercato, nella corsia dei surgelati, per la precisione mi trovavo davanti alle pizze surgelate. Passo un sacco di tempo, davanti alle pizze surgelate, ne escono spesso di nuove e mi chiedo, chissà come sarà questa, oppure, questa di sicuro non mi piace perché c’è il formaggio, e sembra un controsenso perché tutte le pizze sono fatte con il formaggio, e io il formaggio non lo mangio ma quello della pizza sì, ma solo se non sa di niente. Poi alla fine prendo sempre la stessa pizza, la stessa marca, confezione risparmio da quattro, perché spesso non ho voglia di cucinare ed è comoda, la pizza surgelata, e la margherita ancora di più perché posso far finta di mangiare qualcosa di diverso ogni volta, aggiungendoci l’origano o le acciughe o le olive o il tonno o non aggiungendoci niente.
Stavo pensando che dovrei mangiare meglio, che ogni volta che arrivo a mangiare il numero di porzioni di frutta e verdura giusto, quello che consiglia l’organizzazione mondiale della sanità, lo aumentano, il numero di porzioni, e forse dovrei farmi un orto, oppure prendere almeno la pizza con le verdure sopra, anche se poi succede sempre che la crosta si brucia e le melanzane rimangono fredde.
Lei mi ha chiesto se potevo leggere il cartellino del prezzo al posto suo, che aveva dimenticato gli occhiali a casa. Mi ha spiegato che la settimana scorsa era in offerta, quella pizza lì, quella che voleva, o un paio di settimane prima, e aveva fatto un po’ di scorta perché era proprio buona, e infatti si chiama pizza ristorante, e però le ho dovuto spiegare che non era più in offerta, e lei l’ha rimessa giù e siamo rimaste lì a guardare tutte queste pizze surgelate in silenzio.
Credo abbia sentito il bisogno di giustificarsi, o forse lo credo perché è quello che sento sempre io, il bisogno di giustificarmi, perché mi ha spiegato che una volta non la mangiava mica, la pizza surgelata, ma poi suo marito è morto e a cucinare per una persona sola non c’è gusto, che è una cosa vera, la penso anch’io, e allora ha scoperto le pizze surgelate e la sera apparecchia mentre la pizza si riscalda in forno e poi la mangia, un po’ come se fosse una cura contro la solitudine, che se hai la bocca piena di pizza non puoi mica fare conversazione.
Io faccio un sacco di cose che non si dovrebbero fare, ma sempre nel momento sbagliato. In quel momento avrei dovuto, secondo me, invitarla a cena, che la pizza la so fare ed è più buona di quella surgelata, ma ho pensato che mi avrebbe presa per matta – se ci pensi succede spesso, che la cosa davvero giusta da fare in un certo momento sia una cosa così, una cosa un po’ fuori dal normale, e chissà quante occasioni perdiamo, per paura di fare una brutta figura o di vedere quello sguardo, perché pensiamo al giudizio degli altri, perché abbiamo paura di venire fraintesi.
Alla fine abbiamo preso entrambe la stessa confezione da quattro margherite e ci siamo salutate e lei mi ha detto, grazie, e io ho continuato a pensare che quel grazie non me lo sono meritata, e allora l’ho ringraziata anch’io. L’avrei fatto comunque, come faccio tutte le volte che qualcuno mi racconta qualcosa, ma ho calcato sulle lettere un po’ di più.

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6 thoughts on “Dei motivi nascosti nelle pizze surgelate

  1. Questo mi fa pensare che dovremmo vivere appieno la nostra vita e cercare di essere noi stessi in ogni momento anche se non è facile. Ma prima di essere noi stessi dobbiamo TROVARE noi stessi, capire chi siamo veramente e cosa vogliamo, altrimenti non sapremo mai come comportarci e vivremo sempre di occasioni perdute. Ti consiglio questo libro “The Speckled People” di Hugo Hamilton, parla proprio di questo. Ambientato nella mia amata Irlanda! Grazie del racconto! Erika

  2. un giorno, nella corsia dei surgelati, se mai dovessi vedere una persona davanti alle pizze surgelate – immaginandola come una che passa un sacco di tempo, davanti alle pizze surgelate (perché ne escono spesso di nuove), chiedendosi “chissà come sarà questa” – dirò: “io porto i capperi, ci vediamo da te?”

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