So for once in my life / Let me get what I want

[Per lei]

Poi domani lo coloriamo, questo cielo. Tu porti i tuoi colori, io porto i miei, però possiamo anche scambiarceli, se vuoi. A me piacerebbe che avessimo a disposizione delle matite acquerellabili, per fare le nuvole bagnandoci i polpastrelli nei miei occhi umidi di gioia, e quelle tempere che non fanno male alla pelle, per lasciarci ovunque impronte, tu sulle mie guance e io sulle tue, a forma di mano a forma di conchiglia, tu sulla mia schiena e io sulla tua, a forma di strade a forma di desiderio.
Se mi lasci decidere, il cielo lo faccio di quel colore che so anche senza averlo visto, e ti dico che il cielo dovrebbe avere sempre quel colore lì, per guardarti anche quando non ci sei, per sentirmi il tuo sguardo addosso anche quando sarai lontano.
Poi ti prendo per mano, e tu fai finta di non vedere quel callo che ti ho detto e io faccio finta di non vedere che ti mangi le unghie perché le mani sono importanti solo quando sono appiccicate insieme, l’una all’altra, e col dito ti faccio tracciare la scia dell’aereo che prenderemo quando avremo voglia di sole, mentre ti insegno come raggiungermi sempre, mentre mi insegni come non perderti mai.
È che non mi basta pensarti né sapere che mi stai pensando per non sentire la tua mancanza. Mi potrebbe bastare se i pensieri fossero fatti di dita intrecciate, se mi stessi entrando nelle orecchie con la tua voce giovane che mi arriva dritta alla bocca e mi fa ridere all’unisono con te, i nostri timbri che si mescolano e se si chiamano timbri è perché lasciano un segno, anche se non fanno rumore. Anche quando stanno in silenzio.
Non svegliarmi, se questo è un sogno. Svegliami solo per leggere i giornali insieme a te, e io ti prometto di non avere paura di dire quello che penso, se tu mi prometti di non avere paura di quello che senti.
Le previsioni del tempo dicono sole. Così posso portarti al parco, e le nostre gambe non saranno capaci di fermarsi ma, a un certo punto, dovranno cedere il comando alle nostre bocche e, nascosti dietro un albero, ci lasceremo piovere addosso il tramonto e l’autunno e diventeremo in bianco e nero perché le cose in bianco e nero durano per sempre e forse anche di più.
Lo so che manca poco, che è sempre mancato poco e adesso è ancora più vero di ieri. Manca poco ma è un poco che mi sembra lunghissimo e cerco di riempirlo con le parole, anche se non so quando le leggerai, anche se mi sembrano piccole e sgraziate.
Tu, leggile nel modo in cui ti guarderò, che poi è l’unico modo, forse, per capirle, e non lasciarle andare via.
Non andare via tu e, se proprio dovrai, quando dovrai, chiamami subito e dimmi che avevo ragione, che ho sempre avuto ragione, e che forse avevi ragione anche tu, dicendomi, se mi innamoro di te sono un uomo morto. Bisogna morire, per rinascere, e si può nascere solo da una donna. Chiamami subito e ringraziami, anche se il merito è tuo.

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3 thoughts on “So for once in my life / Let me get what I want

  1. le tue parole le leggo sempre tutte d’un fiato, come se fossero cucite una all’altra e non riuscissi fare pause. poi le rileggo di nuovo, da capo, e mi dico ‘questa volta con calma, la seconda lettura sa sempre di calma’. invece no, di nuovo arrivo all’ultimo punto che ancora non ho tirato il fiato e non ho letto con calma. la voglia di piangere non sai mai di calma.

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