Un’ora sola ti vorrei

Di tutte le cose che vorrei ricordare mi viene in mente questa: da un certo punto in poi, se sbagli, sei fottuto. Faccio finta che tu me l’abbia detta mentre eravamo in quel prato, spegnendo il mozzicone col tacco, ma la verità è che me l’hai detta tante, troppe volte, e di certe ricordo benissimo l’ambientazione e il tuo sguardo che sembrava non avere paura come se in fondo non ci credessi neanche tu, a quello che stavi dicendo, e io allora pensavo davvero pensavo che fossi convinto dell’esistenza delle seconde possibilità, e se ho iniziato a crederci forse è stato anche per questo.
Quando ci vedevamo mi facevi notare i segni del tempo anche se non ce ne sarebbe stato bisogno, mi ricordo quell’anno in cui sei invecchiato di colpo e quasi mi sono spaventata, a vederti, fino a quando non mi hai allungato un invito, mi hai detto – per la prima volta, questa era un’altra frase che mi ripetevi spesso – adesso ti tocca prendere l’aereo, anche se sapevi benissimo che non l’avrei mai fatto, o almeno, non ancora. Non l’ho buttato via, quell’invito. È nella scatola a forma di cuore, quella che non apro quasi mai e adesso mi viene da pensare che è colpa mia, che tutte le cose che metto nella scatola a forma di cuore vanno a finire male. Però per un momento ci ho creduto, quando ho visto le fotografie e ho riso pensando a un lieto fine che non c’è stato.
In fondo ci siamo conosciuti nella tragedia. Non era la tua, non era la mia, ma ci eravamo ritrovati entrambi in quell’incidente di cui non si ricorda nessuno, di cui ti ricordavi tu e me l’hai insegnato, insieme a tante altre cose.
Stavo per dire che quello è l’unico film che abbiamo visto insieme, e mi avevi raccontato che la prima volta eri stato male e ti chiedevi se avrei avuto il coraggio di guardarlo tutto, di guardarlo tutte le volte in cui l’ho visto ma in fondo lo sapevi che sì, eri tu a credere in me tutte le volte in cui io invece proprio non ci credevo, ma poi mi è venuto in mente che no, non è vero, ne abbiamo visto un altro e adesso che me ne sono ricordata non lo guarderò mai più, per non nutrire ulteriormente questo dubbio che ho. Più tardi, quella sera, ho fatto dei disegni, e te li sei voluti portare via – stavi partendo e mi avevi detto che saresti tornato, ti eri addirittura informato sugli affitti lì in zona e poi quel progetto però non si è mai realizzato, e se mi è dispiaciuto prima, figuriamoci adesso.
Prima di partire mi hai detto di avere un unico talento, ed è vero che ce l’avevi, quel talento lì, ma non era mica l’unico. Ho cercato di spiegartelo ma non ci sono riuscita, un po’ perché eri sempre di corsa, un po’ perché, forse, non hai voluto ascoltarmi.
L’ultima idea che mi avevi proposto aveva a che fare con un ponte. Lo so che questo non era quello che avevi in mente, ma facciamo che è il nostro ponte, mentre io cerco di smettere di credere alla storia che mi racconto, che con tutte le cose che hai fatto, con tutte le volte che mi hai stupita, figuriamoci se non lo fai anche stavolta, stupirmi, e ritorni.

Annunci

2 thoughts on “Un’ora sola ti vorrei

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...