I’ll tell you all the things you wanna hear

Facciamo che vieni qui, vicino, vicinissimo. Con l’orecchio sulla mia bocca, ma non appoggiato, perché se no non riesco a muoverla e a scandire per bene le parole che ti voglio dire, mi lasci giusto qualche millimetro di fiato. Io inizio a parlare piano, a dirti le cose meno importanti, anche se poi adesso che ci penso mi sembrano importanti tutte, anche solo chiederti se hai dormito bene o come stai o cose del genere, ma c’è una gerarchia anche nelle cose importanti, no? Ci sono quelle importanti e ci sono quelle importantissime. E allora ti chiedo se hai dormito bene, ti chiedo come stai, ti chiedo cose del genere, e intanto ti cammino con le dita sulla testa, come se stessi giocando a un gioco nuovo, e invece sto solo cercando di arrivare all’altro orecchio per infilarci dentro l’indice, che magari ti darà fastidio, ma devo essere sicura che le cose importantissime ti restino dentro, non scappino chissà dove. A questo punto so che di là non possono scappare, perché hai l’orecchio tappato dal mio dito, e di qua non possono scappare, perché se dovessero provarci me le risucchierei in bocca per restituirtele, e si moltiplicherebbero nella mia saliva che è il brodo primordiale delle mie parole e potrei leccartele addosso, potrei leccartele dentro, e non le dimenticheresti mai, non le dimenticheresti più.
Ti direi: parlami, non smettere di parlarmi, parlami sempre – lo vedi? Ti ascolto, ti accolgo, non hai nulla da temere. Ti direi, fidati, e qualcosa di più, anche, che lo so che è chiederti tantissimo, e non lo so come fare a spiegartelo, a spiegarti che sì, lo faccio per te ma mica solo, lo faccio perché non posso farne a meno, lo faccio per me. Qualcosa di più è questo: dimentica. Dimentica tutto quello che inizia con la parola dovrei, c’è solo una cosa che devi: essere sereno, esserlo con me, vorrei aggiungere, ma è solo un mio desiderio e non è vincolante, a me sta bene anche portarti fin lì, fino al punto in cui c’è la serenità, e poi abbracciarti forte e salutarti, se dovesse essere quello che vuoi. Io spero di no, ma sono pronta anche a questo.
Non dire niente. Non dire niente. Ascolta. Tu non devi fare niente. Non ancora. Per adesso non devi fare niente. Devi solo lasciarti amare. Questa cosa te la dico nell’orecchio e poi te la ripeto in bocca, prima sulle labbra, poi dentro le labbra, una volta per ogni dente e sulle gengive e sulla lingua perché devo essere sicura che tu la capisca davvero, che diventi tua come lo sono io.
Non pensare. Non ti muovere. Te la dico sulle guance, te la dico sugli occhi aperti e chiusi, te la dico sulla fronte, te la dico sul collo, sulle spalle, sulla testa, sulle braccia, sul petto, te la dico in ogni incavo o piega, te la dico in ogni poro, ti fermo i polsi e il sangue fino a quando non te la vedrò negli occhi, lasciati amare, ti insegno io, vedrai che impari.

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