Le cose che non sai

Ieri mi è successa questa cosa. Me ne vergogno un po’, ma magari leggerla ti farà ridere e allora te la racconto. Ci siamo salutati e io ero felice perché sì, eri stanco, però avevi di nuovo voglia di parlare parlare parlare che a volte vorrei averti qui per baciarti e farti smettere ma non perché non mi interessi quello che stai dicendo, anzi, solo per farti un dispetto e una coccola allo stesso tempo. E però mi mancavi.
Sai quella foto che secondo me è bellissima e secondo te non lo so, quella foto che è l’ultima che ci siamo fatti insieme ma solo per ora, perché io di fotografie con te ne voglio tantissime, voglio vederci invecchiare insieme sempre con quegli occhi lì, quelli che abbiamo in quella fotografia? Ce l’avevo davanti, sul telefono, e quando ho spento la luce e mi sono infilata sotto le coperte ti ho dato un bacio. Cioè, ho dato un bacio alla tua fotografia. Cioè, ho dato un bacio a te nella fotografia.
Neanche un bacio finto, ho proprio appoggiato le labbra dove c’eri tu, ho chiuso gli occhi, le ho dato – ti ho dato – un bacio tenerissimo. Tutto perché mi mancavi.
Poi ti ho accarezzato la testa con un dito, ti ho sussurrato all’orecchio: buonanotte amore, e ho sperato che funzionasse, che davvero davvero le mie parole in qualche modo ti arrivassero e ti facessero passare una notte buona, una buona notte, anche se mi viene ancora da arrabbiarmi per quella volta che ti sei svegliato e non riuscivi più a riaddormentarti e non mi hai detto niente, e lo so che magari non sarebbero bastate tutte le carezze del mondo, a rasserenarti, ma magari sì, magari ne bastavano anche di meno. E a volte mi viene da pensare che te ne do troppe, carezze, o troppi baci, anche, ma secondo me non esiste “troppo”, in queste cose. Cioè, magari sì, tipo se ti dovesse dare fastidio o cose del genere, o come il fatto che ti abbraccio in continuazione, è che proprio non riesco a starti lontana – e mi si potrebbe obiettare che invece ci riesco, che siamo lontani già da un sacco di giorni e sono ancora qui e ancora respiro, ma mica respiro poi così bene, ve lo posso assicurare, voi che state obiettando.
E a tutti quelli che mi dicono che sto correndo troppo dico, ma ci avete mai provato, voi, a correre con una persona che tiene il vostro stesso ritmo? E a quelli che mi dicono, credici, in voi, anche se faccio la dura e ti dico, mah, rispondo che ci credo, in noi, e soprattutto che credo in te; rispondo che penso che un’altra persona così, con cui stare come sto con te, non esiste. Esisti tu, e ci abbiamo messo così tanto tempo a trovarci che perderci sarebbe da cretini.
Così adesso sai proprio tutto. Della cosa che mi è successa ieri sera e delle cose che dico di noi alle persone e di quelle che dico solo a te. E adesso sono tutte scritte, queste cose, che per me vuole dire che sono più vere del vero, o qualcosa del genere. Che poi è il motivo per cui sulle mie scarpe c’è il tuo nome. Perché ogni passo che faccio, lo faccio nella tua direzione.

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