When I see him on the street / You know he makes my life complete

È colpa mia, è colpa mia che ti ho fatto una promessa e non l’ho mantenuta, è colpa mia che ti ho promesso di darti ogni giorno un motivo per non essere triste triste triste e, da quando te l’ho promesso, sono riuscita solo a darti motivi per essere triste triste triste triste.
Io volevo mantenerla davvero, la promessa.
Io non lo so come farti arrivare tutto l’amore che provo fino a dove sei tu, faccio un lazo con le parole ma non riesco a catturarti, ti ho lasciato in mano il guinzaglio, salutandoti, ma si dev’essere rotto mentre viaggiavo in autostrada. Cerco di tessere una ragnatela per farti restare impigliato nel pensiero dei momenti più belli che abbiamo passato insieme, cucio questi giorni di distanza perché non durino un minuto di più di quanto stanno durando.
E sogno.
Sogno di noi due, lo faccio per entrambi, anche, quando tu sei distratto o stai lavorando, anche quando tu non riesci a sognare.
Sogno di noi due e poi mi sveglio e la buona notizia che aspettavo non è arrivata, e quello che cercavo non l’ho trovato e tu sei ancora lontano e allora io comincio a piangere e succede proprio come con i sogni, che quando ti svegli te li ricordi tutti interi e poi iniziano a sfaldarsi e a perdere pezzi e ogni pezzo di sogno che perdo è sangue che mi cola dagli occhi.
Ti ho sorriso subito e ho tenuto le lacrime in tasca, e adesso che non ci sei tu a ruotarmi il naso o le orecchie per chiudere il rubinetto escono senza finire mai. E allora succede proprio come quando piangi, che non riesci mica bene a parlare, e le cose importanti restano impigliate nei singhiozzi e tu mi ripeti, non ho capito, non ho capito, anche se sto facendo il possibile per scandire le parole.
La notte serve per riposare e invece ormai è diventata solo un buco nero nel quale non ci sei, che cancella tutto l’amore che ti ho dato, tutto l’amore che mi hai dato, inghiotte ogni cosa, i buoni propositi e le speranze, le domande a cui non hai risposto, e mi sveglio col terrore che tu non ci sia, non ci sia più, perché non sei accanto a me, perché per sentire il tuo odore devo annusarmi e chiudere gli occhi e fingerti baciandomi le mani e le spalle senza provare niente perché anche se ci sono dei momenti in cui non abbiamo inizio né fine, anche se ci sono dei momenti in cui siamo una cosa sola, un solo nodo, quei momenti appartengono al passato – appartengono al futuro – non appartengono al presente, a questo presente che è eterno e non si muove come un orologio senza pile.

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