Agosto #4

Mi piace il modo in cui ci piacciono le stesse cose, mi piace il modo in cui ci piacciono cose diverse, ma non è un problema. Mi piacciono i nostri spazzolini da denti infilati nello stesso bicchiere, vedere il modo in cui si avvicinano e si allontanano nel corso della giornata, e chissà se di notte si cercano o si girano di spalle, chissà se di notte si baciano incastrandosi le setole o si ignorano. Ci assomigliano un po’, se ci pensi, i nostri spazzolini. Lo penso ogni volta che li vedo e mi stupisco del fatto che si siano trovati lì, nello stesso posto, nello stesso momento. I miei vestiti invece non mi assomigliano più, ma torneranno a somigliarmi questo inverno, e a volte ho paura che sarà un inverno lungo e freddo e mi viene in mente una vecchissima canzone, una di quelle che pensavo di conoscere solo io e invece, probabilmente, conosci anche tu. Adesso magari mi leggerai e mi chiederai: quale canzone? E io ti risponderò: indovina, e ti dirò, è giusto, qualunque sia la risposta. Le cose mica devono sempre per forza andare come uno le ha in mente, non siamo poi così bravi, a immaginarcele, per quanto possiamo essere bravi a immaginare, e la realtà è una sorpresa che, a volte, è come quei biscotti davvero buoni, o quel sugo, quello su cui non avremmo mai scommesso. Altre volte è come quel chinotto che non è niente buono, ma che ci fa ridere. A volte è semplicemente difficile, ma lo sai che io non mi scoraggio, no? Anche quando ti sembra il contrario.
Mi piace il modo in cui riesci a farmi assaggiare tutto, anche quando non ho fame o ho mal di pancia, perché non riesco a dire di no – non ho ancora capito se alla tua bocca, ai tuoi occhi o alle tue mani. Chissà se ti accorgi di tutti i modi in cui ti prendi cura di me, anche se dici che non è vero, e forse non lo fai nemmeno apposta, così come io non faccio apposta a cercare di infilarmi tra gli spazi tra le tue dita, nella fessura tra le tue labbra, è solo che alle volte il bisogno di incastrarmi in te è più forte di tutto il resto, anche della tua voglia di dormire, o della mia.
Mi piace il modo in cui mi leggi nel pensiero, e sai? A volte provo a dirti delle cose, o a chiedertene certe altre, ma non funziona mai, o forse mi rispondi col pensiero anche tu e io non ti sento perché cerco la risposta nella tua voce.
Mi piace che adesso spengo tutto e torno a letto anche se tra poco sarà ora di alzarsi, ma per qualche minuto possiamo restare lì, tu raggomitolato sul fianco e io ad abbracciarti fino a quando non mi guardi e mi dici: ciao, che secondo me non vuole dire ciao ma un sacco di altre cose, e tanto lo so che non me lo dirai, se ho ragione o meno, ma lo capirò dalla tua espressione mentre mi starai leggendo. Questa è un’altra cosa che mi piace.

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