Cose-pomodori

Mi dimentico sempre il periodo dell’anno in cui succede, ma dev’essere questo, perché tornando a casa li ho visti: alle rotonde, o nelle curve particolarmente strette, pomodori, pomodori, pomodori.
Persone raccolgono pomodori. Persone guidano camion carichi di pomodori, così carichi che i pomodori finiscono sempre per cadere sulla strada, e alcuni si rompono, quelli più maturi, altri restano quasi intatti, fino a quando qualcuno non ci passa sopra con i piedi o con le ruote.
Non li avevo mai visti, i pomodori, i pomodori così, prima di arrivare qui. A casa li vedevo nell’orto, li vedevo al supermercato, li vedevo nel cestino intrecciato in cui li raccoglie mio padre insieme alle altre verdure dell’orto – li vedevo già tagliati nell’insalatiera, li vedevo infornati e riempiti di pane grattugiato e origano e basilico, li vedevo nei cartelli: si vendono pomodori per salse. Un’estate abbiamo fatto la salsa di pomodoro, le bottiglie sembravano quelle della birra e c’erano pentoloni e c’erano tubi e c’erano altre cose che non ricordo.
Insomma, vedevo pomodori dappertutto, ma non li avevo mai visti cadere dai camion, riempire le strade.
Oggi li ho visti di nuovo e ho pensato che il mio cuore è così, come un camion di pomodori, e ogni volta che mi piego verso di te o quando camminiamo insieme e finisco sempre per venirti addosso, un po’ apposta e un po’ no, mi cadono fuori tutte queste cose di cui sono piena, tutte queste cose che sono rosse, come i pomodori, e come i pomodori alcune sono belle e altre meno, e come i pomodori alcune sono mature e altre sono ancora acerbe, e però tu non le calpesti, queste cose-pomodoro, né ci passi sopra con le ruote dell’automobile, ed è una cosa bella, se ci pensi, perché le raccogli, invece, alcune magari te le metti nelle tasche dei pantaloni che tanto sono pieni di tasche, altre te le mangi, altre ancora le lucidi prima di restituirmele, fino a farle diventare dello stesso colore delle mie guance quando ti sorrido. Ed è una cosa bella, se ci pensi, che io abbia tutte queste cose-pomodoro per te, che siano così tante che quasi non posso muovermi senza rovesciarle, che ti piacciano le mie cose-pomodoro, anche, così quando poi li vedo, i pomodori pomodori pomodori, quelli che cadono sulla strada e si rompono oppure vengono calpestati, non penso più, che tristezza, che spreco. Penso al mio cuore-camion, alle mie cose-pomodoro – penso a te, e mi sento straripare.

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