Manivista

Per vederti devo coprirmi gli occhi con le mani. Per vederti devo tenere chiusi gli occhi e guardarti con i palmi. Per vederti devo coprirmi gli occhi con le mani e se ti coprissi anche tu gli occhi con le mani e ci appoggiassimo, mani contro mani, ci vedremmo come siamo veramente, perché saremmo così vicini da sentirci la pelle nel naso, perché saremmo così vicini che ci tremerebbero le gambe all’unisono.
Per vederti devo togliermi gli occhiali, altrimenti non posso coprirmi gli occhi con le mani. Un po’ mi dispiace, perché ci sono dei giorni in cui, con gli occhiali, mi sembra di essere più bella, ma forse è solo un’impressione, la mia, e forse se mi guardi con le mani sugli occhi sembro bella anche a te, sembro bella lo stesso, occhiali o non occhiali.
Una volta ero bella dentro e fuori poi invece adesso solo dentro però con le mani sugli occhi forse dentro si vede meglio ed è abbastanza.
Non si può restare sempre con le mani sugli occhi. A restare sempre con le mani sugli occhi poi si finisce per non poterci fare nient’altro, con le mani. Abituiamoci a vederci così, con le mani, e poi tenendo gli occhi chiusi, senza sbirciare, io copro i tuoi occhi con le mie mani e viceversa. In questo modo cominciamo anche a toccarci. In questo modo tu diventi i miei occhi e io divento i tuoi. E tu ti stupiresti, vedendoti con le mie mani, di quanto ti vedo bello. E io mi stupirei, vedendomi con le tue mani, di quanto mi vedi bella.
Poi non ci basterebbe più, toccarci le mani, toccarci gli occhi, e allora dovremmo comprare degli occhiali diversi da quelli che mi fanno sentire più bella, quando li indosso – degli occhiali a forma di mani, così potremmo anche passeggiare, o abbracciarci. Gli occhiali a forma di mani sono a forma di mani e in mezzo hanno un buco per gli occhi.
Ci guarderebbero tutti pensando che siamo strani, con gli occhiali a forma di mani – non lo sanno mica, tutti, che ci siamo conosciuti così, vedendoci con gli occhi chiusi, vedendoci con gli occhi chiusi e guardandoci con i palmi. Cosa ne sanno, loro, tutti. E allora, le mani, ce le porteremmo alla bocca, come quando si ride forte, o magari facciamo che non ce ne importa, di ridere forte senza coprirci la bocca e ridiamo forte stringendocele, le mani, che ci vedano pure l’ugola, i denti, la lingua, che ci vedano la gola, le tonsille, che ci vedano il palato – noi li guardiamo da dietro i nostri occhiali a forma di mani, poi ci guardiamo negli occhi e smettiamo di ridere e ci sorridiamo, come quando si nasconde un segreto troppo bello da mettere in parole.

[E ancora grazie a Nina per l’illustrazione e per l’ispirazione]

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