Bacio

Io non me lo ricordo mica, ma mi hanno raccontato che all’asilo nido c’era questo bambino che tutti i giorni mi accoglieva con una caramella. Me li immagino, i grandi, che guardavano la scena e pensavano a qualcosa che ha a che fare con l’amore, ma chissà a noi cosa passava per la testa, a lui con la caramella in mano, a me che la prendevo.
È che i grandi pensano sempre all’amore. Hanno visto troppi film, credo, o forse non è neanche quello, è una cosa innata, perché da un certo punto in poi ti accorgi che sei diventato grande anche tu, anche se non hai visto ancora tanti film, e però pensi all’amore.
A me credo sia capitato la prima volta all’inizio delle elementari. Avevo preso in prestito dei libri in biblioteca, e a volte nei libri che prendi in prestito in biblioteca ci trovi dentro delle cose, delle cose che hanno dimenticato quelli che l’hanno letto prima di te, cartoline, quando ancora si spedivano le cartoline, liste della spesa, segnalibri. Io quella volta ci avevo trovato un cartoncino sagomato con due ragazzi che si baciavano, credo fossero entrambi in punta di piedi o forse solo lei, perché in effetti non avrebbe molto senso, mettersi in punta di piedi tutti e due per baciarsi, e di solito quando trovavo qualcosa in un libro andavo dalla bibliotecaria a restituirla, e invece i due ragazzi che si baciavano, che si baciavano sulla bocca, me li ero tenuti, e li appoggiavo su un foglio e ci giravo intorno con la matita e il risultato era una cosa strana, assomigliava solo vagamente a due ragazzi che si baciavano, ma io li disegnavo lo stesso perché mi piaceva questa cosa dei baci sulla bocca. Non avevo mai dato un bacio sulla bocca, credo, e non riuscivo nemmeno bene a immaginare come potesse essere, ma doveva essere bello perché i due ragazzi erano belli e si capiva che erano felici di starsi baciando, tenevano gli occhi chiusi come quando si assapora qualcosa di buono o si sta sognando, e si tenevano strette le mani.
Non c’era nessuno che avrei voluto baciare sulla bocca, in quel momento, e allora prima di dormire mi immaginavo di essere grande, tipo di avere già nove anni che mi sembrava un’età da grandi, e c’era questo ragazzo che aveva anche lui nove anni ma non riuscivo a vedergli bene la faccia neanche nell’immaginazione, e però mi salvava da qualcosa di brutto e poi ci baciavamo sulla bocca e lui era un po’ più alto, anche se poi in realtà quando io avevo nove anni ero più alta di tutti, anche di molti bambini più grandi, così potevo mettermi in punta di piedi come in quel cartoncino – mi sembrava un requisito indispensabile, quello di mettermi in punta di piedi per baciarsi sulla bocca.
Adesso secondo me ho almeno il doppio dell’età di quei due ragazzi del cartoncino, e so che a nove anni si è piccoli e che non è necessario mettersi in punta di piedi per baciarsi e che quando ci si bacia non è necessario stringersi le mani, ci si può stringere tutti quanti, aggrapparsi, in un certo senso, l’uno all’altra, e si possono tenere gli occhi aperti e magari guardarsi negli occhi e sentirsi morire dalla felicità e poi chiuderli per morire meglio, e la prossima volta che prima di mettermi a dormire mi immagino di baciare qualcuno provo a immaginare te, che hai una faccia, provo a immaginare di baciarti così, come quando stavo iniziando a capire che cos’era l’amore ma ancora non lo sapevo bene, e se lo fai anche tu, magari nello stesso momento, è come se ci stessimo baciando davvero e ci ricorderemo tutte le cose che avevamo dimenticato, e poi ci scambiano delle caramelle, al gusto di per sempre.

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24 thoughts on “Bacio

      1. come sempre, funziona :)
        poi, certo, ci sono i momenti in cui funziona di più perché la ferita è viva e il sale tanto e più di ogni cosa, mancano i baci

  1. Di che cosa sa il gusto di per sempre? Mi piacerebbe assaggiarlo. Dai, battiamo tutti i negozi di dolciumi, tutte le tabaccherie finché non lo troviamo. Secondo me è nascosto in un Chupa Chups.

    Brrrividi anche qui.
    Anche perché da piccolo per un po’ ho avuto una ragazza invisibile. Era simpatica, aveva i capelli corti e mi teneva compagnia. Naturalmente gli altri non potevano vederla, altrimenti che ragazza invisibile sarebbe stata? Il che mi fa venire in mente questa canzone che, da deejay di un tempo che fu, ti dedico (per sempre, ovviamente, come il gusto di).

    1. Ma sai che ci avevo pensato anch’io, ai Chupa Chups, mentre scrivevo? Io ci sto, anche se rischiamo di farci venire la carie, come minimo, e sarà un viaggio lunghissimo, mi sa, ma un viaggio bello, con tutte quelle carte di caramelle in giro, poi, che fanno rumore di foglie secche e sono di tutti i colori.

      (Io da bambina ero così solitaria che non avevo neanche un amico invisibile, mica che poi mi toccava pure parlarci)

      E adesso ascolto la canzone. Ancora. E ancora. :*

  2. Avrei voluto non finissero mai le parole, e continuare a leggere e a sognare.. Arrivare all’ultima riga e volerne ancora.. Dei baci, ovviamente.. Di QUEI baci.. E mi batte forte il cuore.. Grazie

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