Immobili

Non so perché, ma la mia prima casa, quella in cui sono cresciuta, mi sembrava sempre nuova, anche quando i muri si ingiallivano, prima che mio padre li imbiancasse di nuovo, un anno le stanze di sopra e l’altro le stanze di sotto, anche quando le gatte hanno iniziato a segnare il passaggio del tempo lasciando le loro tacche sui mobili, sempre nuova, nonostante i segni dell’usura, sempre.
Le altre case, invece, sono nuove solo all’inizio. Restano nuove per un anno o poco più, prima di cominciare a invecchiare velocemente, così velocemente che ti sembra di vedere i processi di invecchiamento avvenire davanti al tuo sguardo – guardi i muri e vedi certe piccole crepe come rughe di espressione diventare sempre più profonde, guardi i mobili ed è come se si ricoprissero di una patina che, invece di nasconderli, li svela per quello che sono: trucioli compressi, ricoperti da un sottile strato di pellicola che finge di essere albero, ne imita le venature in modo artificioso, ripetendosi sempre come se la natura avesse poca fantasia.
Guardi gli acciai e, per quanto tu possa cercare di evitare le opacità del calcare, finisci presto per non potertici più specchiare – sono questi i segni dell’età, lo dicono anche nelle pubblicità delle creme per il viso – l’elasticità perduta del materasso, la morte delle lampadine.
Sono case di passaggio e sanno di esserlo, non si preoccupano di mantenersi belle, sanno che prima o poi verranno abbandonate per una casa più giovane, verranno truccate pesantemente per essere presentate ai nuovi affittuari ma sembreranno puttane vecchie.
Sono case con una data di scadenza, e per quanto tu possa amarle quando le conosci sai che non vi sposerete, che non siete fatti per passare la vostra vita insieme – le case nuove non hanno più i valori delle case di una volta, mancano di pudore e indossano pareti sottili, attraverso le quali si sente tutto, sono case conformiste, vogliono tutte il parquet nella stanza da letto e le mattonelle chiare nella zona giorno, vogliono essere dipinte, all’esterno, di giallo o di rosso, non hanno avuto madri a insegnare loro che il sole succhia via certi colori e non altri – devono essere belle subito rinunciando all’essere belle poi per non restare invendute, sfitte, per non restare sole con un cartello appeso al vetro che dice a tutti il numero al quale possono essere chiamate, che dice a tutti la loro disperazione, la loro incapacità di creare legami.

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3 thoughts on “Immobili

    1. ci sono dentro tante di quelle cose sbagliate, in questa frase, che non so neanche da dove iniziare a dirti che no, che secondo me sei una casa – riesco a immaginarmela – di quelle che hanno un recinto altissimo fuori, ma poi una volta che sei dentro non ne usciresti più, da tanto ci stai bene.

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