Calligrafia

Dicono che niente è scritto, e allora penso, no, in realtà tutto è scritto, ma con la matita.
Se le cose sono scritte con la matita si possono cancellare, possono essere riscritte, anche se poi dipende – se la prima volta, la prima persona che ha scritto, ha calcato molto con la matita sul foglio, resta comunque un’ombra di quello che era scritto, sopra alle cose che decidi di riscrivere, e se la mina era molto morbida si ingrigiscono le mani, per esempio.
Allora penso che quando si scrive qualsiasi cosa sarebbe meglio farlo, uno, con la matita, due, senza calcare, tre, scrivere comunque solo le cose di cui si è davvero sicuri, al cento per cento, che paradossalmente a volte sono quelle che scriviamo con mano leggera – sarà la verità, che rende leggera la mano? – perché quelle di cui non siamo sicuri, al contrario, ci rendono la mano pesante, forse perché cerchiamo la sicurezza che ci manca nel tratto, ed è così che finiamo per rovinarci pagine e pagine di vita – se la vita fosse un quaderno o un block notes, ovvio.
Sarebbe bello se inventassero un modo per cancellare i pennarelli o le matite colorate, per non dover scrivere tutto di nero o di grigio: mi viene in mente quella gomma metà rossa metà blu, che prometteva di cancellare l’inchiostro ma grattava la carta, o quelle strisce bianche per le parole uscite sbagliate dalle macchine da scrivere – un sacco di persone hanno lavorato al problema e nessuna che sia riuscita a trovare una soluzione soddisfacente, siamo stati sulla luna e però non siamo capaci di cancellare una scritta al pennarello, dobbiamo accartocciare il foglio e buttarlo via – è una soluzione, ma se torniamo a prima, all’idea della vita come quaderno o block notes eccetera, strapparci via un foglio equivarrebbe ad avere un buco nella memoria. Non so se avete mai provato a strappare un foglio da un quaderno, si perde anche un pezzo di futuro, il foglio gemello che sta verso il fondo.
Allora penso che quando si scrive qualsiasi cosa sarebbe meglio farlo, uno, con la matita, due, senza calcare, tre, scrivere comunque solo le cose di cui si è davvero sicuri, al cento per cento, e magari scegliere un block notes – ma quest’ultima cosa non sono sicura la si possa davvero fare. Io neanche ci sono stata, sulla luna.

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