Very Special Episode

Questa è una cosa che ho scritto un po’ di tempo fa. Era il 2006, e si parlava, come ciclicamente succede, di disturbi alimentari, di blog pro-ana, di cause, colpe eccetera. Se ne sta parlando di nuovo, e il posto in cui l’avevo scritta, questa cosa, non esiste più. Continuo a non essere capace di stare zitta, quando leggo certe affermazioni perentorie. E non ho cambiato idea, da allora. Ci sono altre due cose che ho scritto, sempre in quei mesi. Credo di ripubblicarle nei prossimi giorni, per chiarire del tutto la mia posizione e per permettere, spero, a chi mi legge, di imparare qualcosa di nuovo, di farsi domande diverse – diverse da quelle che leggo in giro e che partono da presupposti, a mio parere, sbagliati.

Per me, un episodio molto speciale è stato quello de il mio amico Arnold durante il quale la famiglia Drummond e gli spettatori scoprivano, con orrore, che Kimberly era bulimica. In realtà i miei ricordi si limitano a due cose: torta alla panna, dita in gola.
Io avrò avuto dieci anni o forse meno e, cercando di ricostruire quel momento a posteriori, mi immagino di fronte al televisore con una sensazione strana nella pancia, quella che mi viene quando so di star facendo qualcosa di proibito.
Non è passato molto tempo prima che lo provassi anch’io, il trucchetto delle dita in gola, giusto il tempo di passare dall’infanzia all’adolescenza con tutti i cambiamenti che ciò comporta.
L’episodio molto speciale non aveva mica come scopo quello di insegnare a svuotarsi lo stomaco delle calorie in eccesso, anzi: avrebbe dovuto, credo, sensibilizzare gli ascoltatori sul tema dei disturbi alimentari, o qualcosa del genere. Non sto dando la colpa ad Arnold, sia chiaro, però in clinica, le mie più o meno coetanee avevano tutte lo stesso ricordo di Kimberly con la testa nel water.
In libreria non si trovavano ancora tantissimi libri sull’argomento, ma qualcosa sì, saggi, più che altro, roba da strizzacervelli.
Entravo con le mani vuote e uscivo con l’ultimo tomo, quello più pesante, quello con più pagine, e imparavo così che le anoressiche e le bulimiche possono anche assumere grandi quantità di lassativi e/o di diuretici anche se non serve a niente (si elimina solo acqua) e fa molto male (gli squilibri elettrolitici!), e mi dicevo, ma che cazzata, ma poi ho fatto anche quello, sono andata in farmacia, ho preso tre confezioni di bisacodile e plick, plick, plick, novanta confetti rivestiti per essere protetti dai succhi gastrici e dell’intestino tenue raggiungono il colon e non aspettano 6-12 ore per manifestare il loro effetto: le flebo di potassio bruciano come le fiamme dell’inferno, se esiste (e anche il buco del culo).
Non sto dando la colpa agli autori del tomo, però in clinica, le mie più o meno coetanee possedevano tutte gli stessi libri (tranne rare e sconosciute edizioni che ci si scambiava dopo il – ehm – pranzo).
La clinica (qualunque essa fosse, dico clinica al singolare perché si assomigliano tutte, in un certo senso, provare per credere) sembrava il paradiso, invece: decine di ragazze (e qualche ragazzo) con le quali finalmente poter parlare, dopo mesi o anni di silenzio e sotterfugi, savie con i savi e pazze con i pazzi, per potersi confrontare (letteralmente: il mio culo è più grosso del suo, il mio indice di massa corporea è inferiore al tuo, brava che ce l’hai fatta a mangiare tutto, così tu ingrasserai e io no, dai che ce la faremo a uscirne, certo, però io resto qui ancora un pochino ché si sta così bene, in fondo) e scambiarsi consigli fingendo che siano ammonimenti, un tacito accordo, un compromesso per non insospettire l’equipe di medici psicologi psichiatri nutrizionisti infermieri.
Se fossi nel comitato di scrittura del DSM-V ce lo aggiungerei, come criterio diagnostico dei disturbi alimentari; ossessione per tutto quello che riguarda i disturbi alimentari, la prima regola dei disturbi alimentari è: si parla solo di disturbi alimentari.
Infatti non lo volevo nemmeno scrivere, questo post, ne ho parlato via mail con un’amica, le ho detto, si dice sempre che se ne dovrebbe parlare di più, ma io non lo so mica se è così. Non so se c’è un modo di parlarne senza accarezzare certe parti di chi ci è dentro o di chi è predisposto a entrarci, e mi chiedo, in questo momento, ora, quando cliccherò su pubblica post e nei momenti successivi, quando qualcuno leggerà quello che ho scritto, mi sto rendendo complice di quelle bastarde che adesso tutti chiamano per nome o “nick”?
Non è colpa di Arnold, non è colpa dei libri, non è colpa della clinica, non è colpa della moda, non è colpa della mamma (una volta era colpa della mamma, adesso si dice che no, dai, non colpevolizziamo le madri), non è colpa di nessuno, è colpa di tutti, anche vostra, ché solo ora ve ne accorgete, è colpa mia che ne sto scrivendo, è colpa sua che me lo fa scrivere perché ancora, dopo tutti questi anni, mi sta al fianco e nel cuore e nella testa.

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6 thoughts on “Very Special Episode

  1. l’importante è parlarne sempre dappertutto ma mai per davvero. l’importante è NON ROMPERE I COGLIONI alle persone che ci amano – oh, quanto ci amano – perché insomma dopo un po’ basta su mangia non fare la bambina viziata.

  2. ne scrissi anche io… ecco il mio vecchio post:
    Una volta mi colpivano, appena in tv appariva un qualcosa di attinente a me mi ci incollavo e non ne perdevo un attimo.
    Ora mi annoiano i talk show pomeridiani che parlano dell’argomento con questa o quest’altra valletta,troietta,sgalletta che racconta il suo vissuto – con una mamma disperata oppure figlia guarita (non potevamo farcele mancare) con contorno di psicologo vip e opinionista televisivo e la conduttrice che ha un BMI al di sotto del normopeso che ci dice quanto siamo belli tutti anche se sovrappeso. (mavaiacagarevà- non venirmi a dire che mangi tanto e tutto ciò che vuoi perchè non ci credo).

    Non mi posso scordare la prima volta. La bulimia in tv: una mattina, avrò avuto 13 anni, puntata notturna del Costanzo Show in replica, forse ero malata e non ero a scuola. Una ragazza sul palco dell’Ariston, testuali parole, incise nella mia testa: “io pensavo ‘vomito così resto carina’…invece poi…” l’intervista ovviamente proseguiva raccontando il declino fisico eccetera..ma io ricordo solo quelle poche parole: ho registrato quello e l’ho conservato in un angolo.

    Per poco ricordo andò in onda un programma serale di Enzo Biagi, durava qualche minuto. Un approfondimento su argomenti di attualità. Mai guardato quel programma, mai visto tv la sera in quegli anni: sarà il caso, il destino, un’intervista ad una ‘testa-di-cavolo’ come me, cioè, come divenni dopo nemmeno un anno.

    Una puntata di CSI, una goduria potermelo finalmente vedere il pace il venerdì sera: seconda stagione, The hunger artist. Storia: modella trovata morta in un carrello della spesa in un vicolo, orrendamente sfigurata. Dall’autopsia scoprono tutto il logorio degli acidi sui denti, lo stomaco..i segni di Russel sulla mano.. la lanuggine sulle spalle. A casa della modella trovano un’agenda con appunti incomprensibili. Una bilancia di precisione in bagno (che non vi dico che ci faceva perchè fa schifo), pacchi e pacchi di clisteri monouso (!!!). la sua auto tipo Porche piena zeppa di incarti di schifezze. Chi l’ha vista questa puntata tra il 2002 ed il 2003 oltre a me ?

    Poi ci sono le puntate ‘speciali’. Very special episode. Quelle dei telefilm seguiti da ragazzini per sensibilizzarli su tematiche importanti. Tipo droga..furti… un personaggio (mai il principale!!) fa qualcosa di sbagliato e gli autori del telefilm cercano di far comprendere l’errore e le sue conseguenze (ma dai, da soli non ci arrivavamo…..!!!!!).
    http://en.wikipedia.org/wiki/Very_special_episode
    questo ciò che scrisse una mia lontana amica.
    Arnold. Da non crederci. Erano gli anni 80. Gli anni della nutella a quintali, seduta sul tavolo della cucina a guardare la tv. Delle mattine d’estate a casa sola per la prima volta, con la tv, schifezze da mangiare e una lista di mestieri da fare prima che tornasse mio padre a mezzogiorno.

    E lo scorso anno, perdevo tempo in un pomeriggio di merda in cucina come sempre, una puntata di Lizzie Mcguire: la sua amica del cuore un giorno si vede grassa ed inizia a non mangiare, rifiuta i dolcetti della madre di Lizzie..e poi sviene. Poi si ravvede e si trova bellissima così com’è. Ma per piacere !

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