Maledetto il giorno che ti ho installato.

Ho scaricato le tue informazioni nella mia memoria, ho ignorato gli avvisi che mi dicevano di sospettarti, che avresti potuto non essere sicuro, che mi avresti potuto procurare danni al sistema.
Ho accettato il rischio e ho accettato le tue condizioni senza leggerle fino in fondo, mi sono riavviata per permetterti di funzionarmi dentro, per permetterti di funzionarmi meglio.
Mi hai aperto porte che non sapevo di avere, mi hai letto ogni segreto, hai cancellato la mia fiducia in me stessa; per quanto io cerchi di eliminarti continui a tornare virulento, per cancellarti dovrei cancellarmi, ricominciare da zero.
Mi esegui, ma non come se fossi una sinfonia – esegui le mie funzioni sottraendomi energia e memoria, saturandomi di te; non posso uscirti forzatamente, perché mi hai lasciata debole, non posso ripristinarmi al tempo in cui tu non c’eri perché ti sei impadronito del mio passato, del mio presente e del mio futuro.
Riparto in modalità provvisoria, le gambe tremanti, e presto mi afferri, mi impedisci l’accesso alle cure: maledetto il giorno che ti ho installato.

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