Just leave me your wake to remember you by [*]

C’era questo gioco per cui scendevamo verso la fermata della corriera guardando il cielo alla ricerca delle scie degli aerei. La prima persona a vedere l’aereo poteva dire: qualcuno mi ama. La seconda persona a vedere l’aereo poteva dire: qualcuno mi pensa. La terza persona a vedere l’aereo poteva dire: qualcuno mi sogna. La quarta persona a vedere l’aereo poteva dire: qualcuno mi desidera.
Io ho capito che volevo essere la quarta persona, e lasciavo che le altre si litigassero amore, pensieri e sogni.
Pensavo che se qualcuno mi avesse desiderata avrei automaticamente avuto tutto il resto. Pensavo che l’amore, da solo, il pensiero, da solo, il sogno, da solo, non mi sarebbero bastati. Volevo tutto, volevo essere l’idea che ti si infila sotto la pelle, volevo essere l’idea che ti inietti nella vena e ti circola nel sangue, ti arriva al cuore, alla testa, ti fa chiederne ancora.
Pensavo che, se fossi stata la quarta persona, la persona che qualcuno desidera, avrei avuto le tue braccia intorno a me. Puoi amarmi da lontano, puoi pensarmi chiuso nella tua camera, puoi sognarmi anche a occhi aperti ma solo desiderandomi mi avresti avvicinata, non avresti potuto farne a meno, solo desiderandomi non avresti avuto bisogno di pensarmi, di sognarmi, e l’amore ce l’avrei sempre potuto mettere io per entrambi – questo l’ho capito solo dopo, quando ho imparato io per prima a desiderare senza amore.
Sto guardando il cielo di Milano che è stranamente azzurro e senza una nuvola. Lo guardo perché mi ha attirato lo sguardo che si appoggiava sui tetti, sui comignoli, mi ha chiamata nel momento in cui veniva solcato da un aereo e dalla sua scia. Ho visto migliaia di scie, in questi anni, senza mai pensare a quel gioco, e mi chiedo adesso chi vorrei essere, se la persona che viene amata, la persona che viene pensata, la persona che viene sognata o quella che viene desiderata. Chi vorrei essere tra la prima, la seconda, la terza e la quarta persona.
Credevo di essere cambiata e invece ho pensato ancora, devo aspettare che ci sia chi dica, qualcuno mi ama, devo aspettare che ci sia chi dica, qualcuno mi pensa, devo aspettare che ci sia chi dica, qualcuno mi sogna, per poter dire: qualcuno mi desidera. Sono ancora la quarta persona, quella che viene per ultima, quella che nel mio personale paradiso sarà prima.
Si può amare da soli, si può pensare da soli, si può sognare da soli, ma il desiderio è reciproco, il desiderio è un’azione che si può compiere solo in due. E allora guarda dove vuoi, guarda il cielo o il marciapiede, guarda le scarpe di chi ti cammina davanti o specchiati nelle vetrine, ma desiderami.
Gli altri ameranno amori non corrisposti, penseranno pensieri che cadranno nel vuoto, sogneranno sogni che si dissolveranno al risveglio – noi ci desidereremo, azione, plurale.

[*]

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