And it can change in shape and form / But never change in size [*]

Io non lo so che forma ha la vita. Si potrebbe obiettare che è inutile, cercare di capire che forma abbia, la vita, ma io conosco la risposta all’obiezione: non possiamo mica immaginarci una cosa senza darle una forma, in fondo diamo una forma a tutto, se ci pensi, anche se magari quella forma non ha un nome di quelli che hai studiato a scuola durante le lezioni di geometria. Lo abbiamo sempre fatto, dare una forma alle cose: pensa alle costellazioni, per esempio, sono dei puntini nel cielo e qualcuno lo stesso si è sentito in dovere di dare loro una forma unendoli, e magari di inventarci anche una storia dietro, per spiegare cosa ci facessero nel cielo quei puntini messi a fare proprio quella forma lì.
Io ci penso, a che forma possa avere la vita. Non credo che tutte le vite abbiano una forma identica, però in qualche modo penso si somiglino, per esempio: se prendiamo solo gli alti e i bassi della vita, se prendiamo in considerazione solo gli alti e i bassi, verrà fuori una cosa che somiglia a un tracciato elettrocardiografico. Ci saranno tracciati con tanti alti e pochi bassi, e viceversa, ci saranno tracciati dove gli alti sono poco alti e i bassi poco bassi, o viceversa, ci saranno tracciati che per un po’ restano piatti e poi hanno improvvisi picchi – le possibilità sono infinite. Però saranno tutti tracciati, e messi sulla carta giusta si somiglieranno anche se sono molto diversi.
A me sembra che la vita assomigli, come forma, a quegli scarabocchi che si fanno a margine del foglio quando la penna smette all’improvviso di funzionare e non ne abbiamo un’altra e quindi facciamo quelle cose che ci hanno insegnato per tirare fuori l’inchiostro quando non ne vuole sapere.
Io conosco questi trucchi (poi puoi dirmi i tuoi, volendo): alitare sulla sfera della penna nel caso in cui l’inchiostro si sia seccato; passare la sfera della penna sulla gomma della suola di certe scarpe, per non so quale motivo; tenere la penna tra i palmi delle mani e sfregarla come se dovessi accendere un fuoco.
Io non lo so, che forma abbiano i tuoi scarabocchi, ma da quel che ho visto più o meno si assomigliano tutti. Ci sono, all’inizio, degli angoli – tipo i picchi di cui parlavo prima – e poi degli anelli e poi delle spirali, fino a quando la penna non riprende a funzionare.
Ecco, a me sembra che la vita abbia quella forma lì. Ci sono gli alti e i bassi, ci sono dei cerchi che a volte si chiudono e a volte no, perché l’inchiostro esce solo a tratti, ci sono delle spirali che, all’atto pratico, possono essere spire che soffocano o molle per saltare in alto, dipende da come le guardi.
C’è anche la possibilità di chiedere un’altra penna in prestito, e chissà quante amicizie nascono così, e chissà quante sopravvivono, e c’è sempre chi ha la borsa piena di penne e c’è sempre chi ne ha portata con sé solo una – e a volte da questo si possono dedurre delle cose, l’ottimismo e il pessimismo, la generosità o l’avarizia.
Sembrava così difficile, dare una forma alla vita, e invece, hai visto? Bastavano solo le solite cose, un pezzo di carta, una penna.

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4 thoughts on “And it can change in shape and form / But never change in size [*]

  1. davvero grandiosa. hai la capacità di descrivere le cose in un modo così chiaro e limpido e ogni volta rimango sbalordita, perché mi ritrovo a pensare: “è proprio così”.

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