Wait for me [*]

Il tuo problema è sempre stato uno solo, arrivi sempre in ritardo. Non solo arrivi in ritardo agli appuntamenti, arrivi in ritardo a capire le cose, arrivi in ritardo a capirmi. Il tuo problema è che vuoi quello che non puoi avere e smetti di volerlo quando ce l’hai, il tuo problema è che per te le persone sono un mezzo, un mezzo per sentirti forte o bello o intelligente o amato e non un fine, un fine a cui tendere con – il mio problema è che ho pensato di poterti cambiare, di poterti insegnare a godere del momento dopo la caccia, di poterti insegnare ad avere quello che chiedevi a parole e smentivi nei fatti.
Le persone però cambiano solo quando cambiano. Non quando pensano di stare cambiando, non quando pensano di essere cambiate, non quando pensano che prima o poi cambieranno o quando pensano che non cambieranno mai: le persone cambiano quando decidono che adesso basta, e allora finalmente fanno qualcosa di diverso.
Se quello che sento io è la mancanza, e nel tentativo di colmare la mancanza ti cerco, e nel cercarti non ti trovo, mi mancherai ancora di più; se smetto di cercarti continuerai a mancarmi per un po’, se riesco a non cercarti più nemmeno una volta smetterai di mancarmi per il tempo che più assomiglia a un per sempre.
Io inizio a cambiare nel momento in cui smetto di cercarti. Finisco di cambiare nel momento in cui non ne sento più il bisogno.
Se invece di regalarci libri ci fossimo regalati orologi, li avessimo sincronizzati sulla stessa ora, forse le cose sarebbero andate in modo diverso. Saremmo arrivati puntuali agli appuntamenti, saremmo stati puntuali nel capire le cose, nel capirci.
Se non mi avessi mai avuta avresti continuato a cercarmi, se mi avessi avuta solo per un momento avresti continuato a cercarmi in tutti gli altri momenti, nei momenti in cui ti accorgi di non avermi più.
Tu inizierai a cambiare nel momento in cui smetterai di cercarmi solo quando mi credi perduta, finirai di cambiare quando capirai che l’amore è cercarsi sempre e sempre trovarsi, cercandomi sempre, trovandomi sempre – nel tempo che più assomiglia a un sempre, a un per sempre.
Oppure succede che io cambio in un modo, tu cambi in un altro, io cambio e tu non cambi, tu cambi e io non cambio, e potremmo riempirci i polsi e le braccia di orologi ma non ci troveremo mai, saremo sempre nel posto giusto al momento sbagliato, e potremo solo immaginare – ecco, questo mozzicone dev’essere la sigaretta che ha fumato mentre mi aspettava, ecco, questa tazzina da caffè deve avere sfiorato le sue labbra, ecco, in questo punto preciso sento ancora il suo odore, se solo fossi arrivata cinque minuti prima, se solo mi avesse aspettata.

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