But suddenly now, I know where I belong [*]

Quando mi chiedono: di dove sei? Non so mai cosa rispondere. Sono del posto in cui sono cresciuta o sono di quello in cui vivo? Mi dico che il mio interlocutore vuole sapere dove vivo, ma allora perché non chiedermi, invece: dove vivi? Non è detto che il posto in cui vivo sia il posto a cui appartengo, non è detto niente, in questa vita nomade.
Io non lo so di dove sono. Sono di tutti i posti in cui sono stata e, allo stesso tempo, di nessuno – con nessuno di loro mi impegno, mi lego – sono infedele e pronta a tradire ogni panorama per un panorama migliore.
Il mio accento confonde le persone con cui parlo. Riesco a non dare inflessioni alla mia voce ma, se la lascio libera, mescola in sé tutte le voci che ho amato.
Sono nata con la testa al confine tra due nazioni, con i piedi al confine tra due regioni, sono nata dov’è nata mia madre ma appartengo anche ai luoghi di mio padre, punto di sosta alla fine di ogni vacanza, punto di partenza per numerose incursioni in decine di altri luoghi possibili.
La Liguria iniziava con le lavatrici di Prà nelle quali immaginavo gli abitanti delle case girare su se stessi dietro le finestre, cantando la loro noia.
La Lombardia iniziava all’autogrill grande come la torre Eiffel, prima e ultima fermata per fare la pipì.
Sapevo che stava iniziando il Piemonte quando mio padre cominciava a cantare:
Napoleon francese per vederci da vicino
venne apposta sul Ticino…
E allora, che fossi assopita dopo ore di viaggio o che stessi cercando di leggere contro i dettami materni che pronosticavano che, in quel modo, avrei accelerato l’insorgenza del mal d’auto per il quale tenevamo sempre un sacchetto del supermercato a portata di mano, alzavo la testa, guardavo fuori dal finestrino, immaginavo di tuffarmi nel fiume e percorrerlo controcorrente fino ad arrivare al lago che non si sarebbe visto fino ad Arona.
Nel viaggio di andata cambiano i paesaggi al lato della strada, nei viaggi di ritorno cambia il cielo all’orizzonte ma il ritorno è solo un modo di dire, tutto quello che è mio e a cui appartengo è nell’automobile.
Potrei rispondere così, a chi mi chiedesse: di dove sei? Sono delle canzoni da viaggio, del gatto, dei libri nella borsa, delle dita che intreccio alle mie sulla manopola del cambio, sono delle mie scarpe e delle mie ruote, sono di te che chiedi, sono di me, sono di tutti i qui, sono.

[*] [E se volete sentire il resto, ci vediamo il 14 al Punto di Bologna]

Annunci

4 thoughts on “But suddenly now, I know where I belong [*]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...