And did they get you to trade […] cold comfort for change? [*]

Dice che cambiare è la cosa più difficile che ci sia. All’inizio annuisco vigorosamente, ma è come se annuissi distratta, perché poi ci penso, penso a com’è, cambiare, non cambiare, quante energie si consumano nel cambiare, quante se ne consumano nel non cambiare; e mi viene in mente che siamo fatti per cambiare, in un certo senso, così come il nostro corpo cresce, si modifica, e lo fa in modi diversi a seconda di come viviamo e lo viviamo, e se vogliamo mantenerlo in un certo stato dobbiamo faticare, lottare contro le cose che ci succedono – e allo stesso modo non cambiare richiede una grande forza, tutta rivolta al tentativo di restare la persona che crediamo di conoscere, la persona che crediamo di essere.
Cambiare è la cosa più difficile che ci sia ma anche non cambiare è la cosa più difficile che ci sia, sono solo due tipi di difficoltà diverse, o che percepiamo in modo diverso, non so. Come fare la cacca o trattenerla, per farla bisogna spingere, per trattenerla bisogna contrarre i muscoli, secondo me cambiare o non cambiare è una cosa del genere, e ad alcuni viene più facile cambiare in continuazione, ad altri cercare di non cambiare mai, e magari quelli che cambiano in continuazione restano sempre, in fondo, gli stessi, e quelli che cercano di non cambiare mai si ritrovano diversi all’improvviso – può anche succedere questo, può anche andare così.
Abbiamo tutti un dolore. A volte ci aggrappiamo a quel dolore, e non cambiamo, a volte lo spingiamo via, e non è detto che riusciamo a cambiare, se prima non abbiamo cambiato la forma del dolore, credo.
La storia del granello di sabbia e dell’ostrica e della perla, o quella del letame e dei fiori, saranno pure vere ma secondo me sono storie che ci raccontiamo per sentirci meglio.
Ho vissuto per molti anni pensando di volere cambiare perché non stavo bene, così come stavo. Però continuavo a fare le stesse cose, sperando ogni volta in un esito diverso.
Ho vissuto per molti anni pensando di non volere cambiare perché avevo paura che, dopo il cambiamento, le cose sarebbero cambiate con me in modi spaventosi, in modi imprevisti. Mi agitavo e mi agitavo e però ogni modo somigliava all’altro.
Quando il cambiamento è successo, è stato la somma di tanti piccoli cambiamenti a cui non avevo nemmeno fatto caso.
Cambiamo, eppure c’è qualcosa di noi che non cambia mai. Come quando guardo le mie fotografie di quando ero piccola ed è ovvio che sono cambiata, sono cambiata tanto, ma ho sempre lo stesso modo di sorridere, ho lo stesso profilo, lo stesso sguardo. Allo stesso modo le cose di me che ho cambiato o che sono cambiate mi rendono una persona diversa ma una persona che somiglia all’altra persona, alla persona vecchia, nel bene e nel male.
Il fuori giovane e il dentro vecchio e il fuori vecchio e il dentro nuovo, eppure tu continui a riconoscermi, sempre, sempre.

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