I don’t belong here [*]

Non mi è mai riuscito di fare le cose nel modo in cui andavano fatte. Non mi è mai riuscito di essere nel modo in cui dovevo essere. Sono stata troppo bassa, troppo alta, troppo magra, troppo grassa, troppo piccola, troppo grande, non ho mai dimostrato l’età giusta, non ho mai indossato il vestito adatto.
Ogni volta mi sono detta che, prima o poi, avrei trovato qualcosa a cui appartenere, qualcosa di cui sentirmi parte. Alle elementari aspettavo le medie, nei boschi con gli scout aspettavo i garage e gli amplificatori, alle medie aspettavo le superiori – sognavo l’università nella quale, ero sicura, avrei trovato altre persone come me. Ero diversa dietro al banco a servire caffè e cappuccini ed ero diversa in clinica – era diversa la mia cartella – ero diversa dagli uguali e diversa dai diversi, un po’ troppo uguale per essere diversa, un po’ troppo diversa per essere uguale.
Ho avuto i capelli corti quando le altre bambine li avevano lunghi, lunghi quando le altre donne iniziavano a tagliarli, non so stendermi il fondotinta e mi stropiccio puntualmente gli occhi quando li coloro con un po’ di ombretto. Ho voluto proteggere chi voleva proteggermi e ho desiderato essere protetta da chi desiderava, da me, protezione. Spesso sono arrivata in anticipo, ancora più spesso in ritardo, sarà per questo che cerco di arrivare sempre puntuale agli appuntamenti.
Glielo dico, e lui mi dice che è una cosa bella, in fondo, se ci penso. Mi dice che ha provato a conformarsi e tutto quello che ne ha guadagnato è stata una sofferenza speculare alla mia. Gli dico che non mi è mai riuscito di conformarmi anche se so di averci provato, e lui ribatte: che fortuna.
Gli altri fanno tutti lo stesso lavoro. Io quel lavoro non l’ho mai fatto e, quando è il mio turno, tutti si girano a guardarmi, nell’intervallo mi fanno domande, mi dicono, chissà che bello. Mi chiedono – me lo chiedono sempre: cosa scrivi? E io non sono capace di rispondere. Cosa vuoi che scriva? Parole. Scrivo parole. Vogliono un genere, e io non ce l’ho.
Ho scritto in rima quando avrei dovuto scrivere in prosa, ho scritto parole sciocche per conquistare un cuore quando avrei dovuto scrivere storie, ho scritto storie per dire la verità e cose che sembrano vere ma sono inventate. Sono il tuo numero di scarpe quando vai al negozio e c’è sempre quello in meno o quello in più, mai quello giusto, sono stata quello che volevo quando ormai non lo volevo più, non capisco quello che mi dicono e gli altri non capiscono quello che dico loro, ho parlato troppo piano fino a quando ho iniziato a parlare troppo forte e mai una volta, mai una sola volta ho sentito di appartenere a un noi se non quando te l’ho detto, ma era un noi di sole due persone ed è durato troppo poco, e tutti gli altri noi possibili sono altrove e li inseguo ma si spostano e non siamo mai nello stesso luogo nello stesso momento.

[*]

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8 thoughts on “I don’t belong here [*]

  1. anche se quella sensazione,il dubbio del “ma io che ci faccio qui? non è il mio posto!” è difficile da mandar via,leggendo per caso ciò che hai scritto ci si sente meno soli,grazie :)

  2. “Non mi è mai riuscito di fare le cose nel modo in cui andavano fatte. Non mi è mai riuscito di essere nel modo in cui dovevo essere. Sono stata troppo bassa, troppo alta, troppo magra, troppo grassa, troppo piccola, troppo grande, non ho mai dimostrato l’età giusta, non ho mai indossato il vestito adatto.
    Ogni volta mi sono detta che, prima o poi, avrei trovato qualcosa a cui appartenere, qualcosa di cui sentirmi parte….ero diversa dagli uguali e diversa dai diversi, un po’ troppo uguale per essere diversa, un po’ troppo diversa per essere uguale.
    Ho avuto i capelli corti quando le altre bambine li avevano lunghi, lunghi quando le altre donne iniziavano a tagliarli, non so stendermi il fondotinta e mi stropiccio puntualmente gli occhi quando li coloro con un po’ di ombretto. Ho voluto proteggere chi voleva proteggermi e ho desiderato essere protetta da chi desiderava, da me, protezione. Spesso sono arrivata in anticipo, ancora più spesso in ritardo, sarà per questo che cerco di arrivare sempre puntuale agli appuntamenti.”
    ma questa sono io!!!
    hai la capacità di far riconoscere a ciascuno il suo pezzo di storia nella tua storia…
    sempre più ammirata…
    chapeau!

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