Eternal Sunshine of the Spotless Mind

Dice che il dolore nasce dalla memoria del dolore, dal suo ricordo, ma sul momento mi sembra che il dolore nasca dalla memoria del piacere, piuttosto, dal suo ricordo. Non mi fa male ricordare quanto siamo stati infelici, mi fa male ricordare quando non lo siamo stati, mi fa male l’eco delle risate, l’ombra dei sorrisi che mi resta davanti agli occhi come una luce forte quando non c’è più.
A farmi provare dolore sono i ricordi più belli, quelli che ho rivissuto a palpebre abbassate per non lasciarne uscire nemmeno una goccia più e più volte fino a farli diventare piccole storie a lieto fine, come se la nostra vita non fosse stata fatta d’altro che di fughe in collina, di giornate tiepide abbastanza per scoprire le gambe, la schiena, risalite dalle tue dita come formiche, solleticandomi, di calici di vino rosso, di parole declamate, di sinfonie in audio monolaterale; come se la nostra vita non fosse stata che un lungo pomeriggio di primavera a trovarci e ritrovarci tra le betulle senza perderci mai, una lunga ultima cena nella quale cercarci la mano sotto al tavolo, una lunga mattina d’inverno con le guance rosse e le bocche al caffè.
Dice che il dolore nasce dalla memoria del dolore, dal suo ricordo, e cancellare la memoria sarebbe come ammalarsi di incoscienza e non sentire più la lama e non sentire più il fuoco.
Io so che sei stato il coltello che mi ha frugato tra le scapole per asportarmi un principio di ali, il cuore.
Io so che sei stato la fiamma che mi ha accartocciato la speranza, l’ha resa infetta senza difese, esposta a bolle di infezione.
Sei stato la bomba esplosa facendo strage dei miei desideri nel sacrificio dei tuoi.
Ricordo ogni dolore che mi hai inflitto ma è più forte il ricordo delle volte di ogni volta che mi hai guarita, ricordo ogni dolore ma quello più grande è questo, e si chiama nostalgia.
Non ho imparato a proteggermi dalle lame, a non espormi al fuoco, a evitare le bombe; ho imparato che se riesco a sopportare il dolore del taglio, dell’ustione, dell’esplosione, posso sperare in una giornata di eterna perfezione – non ho imparato a coprirmi, allontanarmi, fuggire, solo ricordo il modo in cui, guardandomi, riuscivi a rendermi bellissima, unica – l’unica; sei il mio arto fantasma, il parto spontaneo della mia fantasia, il riflesso su un vetro che potrebbe essere di chiunque, un biglietto del cinema per due.

[*]

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9 thoughts on “Eternal Sunshine of the Spotless Mind

  1. immacolata concezione: “ho imparato che se riesco a sopportare il dolore del taglio, dell’ustione, dell’esplosione, posso sperare in una giornata di eterna perfezione”

  2. Ieri ho aspettato tutto il giorno che tu scrivessi..ci credi?ero giá capitata sul tuo sito tempo fa, e poi ti ho persa come succede con i tanti blog che ti capitano davanti agli occhi nelle giornate in cui cerchi parole azzimanti con le tue. E poi venerdì ti ho ritrovata, e mi sono “messa in pari” sui tuoi ultimi pensieri..me ne sono segnata molti, copiati in un file e alcuni sulla mia moleskine.

    Ieri refeshavo la tua pagina..ho controllato, hai scritto praticamente tutti i giorni..proprio ieri, proprio da quando sono diventata tua fan, non scrivi? Se credessi ne
    Destino, lo prenderei come un segno..

    Eccoti qua a scrivere, eh beh..ne è valsa la pensa aspettare anche solo per queste parole “un biglietto del cinema per due”. Ci sono parole che colpiscono, delle tue ..tante lo fanno.

    Buona giornata :)

  3. Mi hai fatto ricordare le parole di Francesca nei versi danteschi: “Nessun maggior dolore/ che ricordarsi del tempo felice / ne la miseria”. E’ un po’ come dire che ricordare le felicità passate e perdute provoca più dolore – specie se lo stato attuale non è migliore – del ricordare gli scampati momenti difficili.
    Eppure devo dire che per quanto mi riguarda, anche solo il ricordo delle paure, dei frastagliamenti passati basta a riportarli su per un attimo e a rincrudelire anche l’umore del presente.
    Di più, a volte il ricordo dei momenti tristi, delle cadute continue, mi fa tremare ancor più pensando al futuro, pensando al fatto che potrebbero tornare in altra forma. Sarà che mi sembra di vivere da sempre in uno stato d’assedio, prigioniero di me stesso e delle mie paure, ma ho la sensazione che lungo la vita si snodi una sorta di spina dorsale ad alto voltaggio che lancia scariche di terrore continuo, a volte più forti altre più lievi, che si nutrono proprio del dolore passato e dei momenti sbagliati e in più riflettono le loro ombre pure sui passi successivi non ancora compiuti.

    Come al solito i tuoi scritti mi portano spesso fuori tema e non so mai se alla fine ho commentato le tue parole o son andato in tutt’altra zona seguendo i ragionamenti miei…

    1. a me importa poco, in tema o fuori tema, mi piace sempre seguire il filo dei tuoi ragionamenti che spesso risuonano con i miei…. conosco bene lo stato d’assedio, ma mi piace pensare che si possa imparare a essere nel presente, come se il cono di luce illuminasse i piedi un passo alla volta. un passo alla volta. e non significa oscurità prima e dopo, ma attenzione solo su quel passo, su quel movimento.

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