After years of waiting / Nothing came / And you realize you’re looking in, looking in the wrong place [*]

Quando eri tutto, eri anche la mia scatola dei segreti. Eravamo due scatole chiuse, quando ci siamo incontrati, e pur non avendo le braccia, le mani, ci siamo aperti a vicenda, travasati l’uno nell’altra – i miei segreti sono diventati i tuoi, i tuoi segreti sono diventati i miei – ci tenevamo stretti i coperchi se non quando, da scatole, ci abbracciavamo, se non quando, da scatole, univamo le nostre labbra e ci scambiavamo il sangue a morsi.
Eravamo arrugginiti, ammaccati, avevamo passato periodi nascosti in buche nel terreno, periodi in cui gli animali selvatici ci avevano tolto la terra di dosso lasciandoci esposti alle intemperie, periodi in cui eravamo stati presi e presi a calci, usati per esercitarsi a sparare, forzati senza successo – eravamo scatole con i coperchi incastrati.
Se io avessi avuto una mano, se tu avessi avuto una mano, sarebbe stato semplice aprirti – sarebbe bastato appoggiare la mia mano sulla tua una sola volta – e forse nella vita in cui non eravamo scatole ma corpi è successo così; le nostre mani si sono trovate come se fosse la cosa più naturale del mondo, tanto da farci pensare che non si sarebbero mai slacciate, che la nostra pelle rotta dall’inverno e dal sapone per sempre avrebbe trovato conforto nel tepore della pelle dell’altro.
Ci siamo ritrovati scatole chiuse a cozzarci addosso facendoci male, ci siamo detti addio nel peggiore dei modi – nel modo in cui se lo possono dire due scatole – me ne sono andata gonfia dei tuoi segreti che ho tenuto cari come fossero miei, l’unica cosa di te che mi fosse rimasta, a parte il dolore.
So che mi hai data via. So che hai preso i miei segreti, li hai separati dai tuoi, li hai usati per farti consolare, per tre denari, per una scopata, per riaffermarti altro da me, mio nemico, per soddisfare la troia di turno nelle chiacchiere post-coitali – hai esposto me per non esporti nel momento in cui più sei vulnerabile, mi hai usata come scudo perché chi fosse arrivata al tuo cazzo non potesse arrivarti anche al cuore.
Hai mostrato loro la fotografia stracciata dell’unica donna che non sei riuscito a capire – dell’unica donna riuscita a capirti – disprezzandola per non averla potuta comprare, per comprare ciò che, in fondo, disprezzi davvero.
So che mi hai data via. Mi hai data via perché non hai niente da dare – che cosa, altrimenti? I libri che non hai letto, la vita che non hai vissuto? Per nutrire le bocche spalancate degli innocui uccellini che in cambio dei miei vermi ti hanno offerto il loro amore, la loro dedizione, la loro adorazione – degli implumi uccellini che non possono che digerire la tua verità premasticata,
È stato allora che ho iniziato a darmi a tutti, perché darsi a tutti è come non darsi a nessuno, perché dandomi a tutti ho potuto ferire tante gole quanti i miei pezzi, mille, un milione, perché nella mia scatola non rimanessi che tu, che solo meriti il dolore che ti infliggi da solo, che ti manchi di rispetto, che sembravi essere un corvo ma eri solo un uccellino pronto a far qualsiasi cosa per dispetto.

[*]

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10 thoughts on “After years of waiting / Nothing came / And you realize you’re looking in, looking in the wrong place [*]

  1. mi sto sforzando forte di non piangere. me lo ripeto nella testa.

    [So che mi hai data via. So che hai preso i miei segreti, li hai separati dai tuoi, li hai usati per farti consolare, per tre denari, per una scopata, per riaffermarti altro da me, mio nemico]

  2. sei incredibile!…sei quasi ancora una bambina eppure hai già vissuto tutto e, soprattutto, hai la capacità di analizzare ‘il tutto’ entrando con precisione chirurgica nel particolare; per giunta, sei in grado di descriverlo con immensa maestria. ti voglio bene ché in te rivedo quella mia parte di ragazza che non sapeva gridare e sbattere in faccia al mondo la sua rabbia e che ora vorrebbe farlo, ma è tardi. ha accantonato troppo a lungo il suo talento e, del tuo, bellissimo, non ne possiede il dono…

    1. eheh, non sono proprio una quasi-bambina (anche se dirmi una quasi-adulta mi viene ancora difficile!), e a volte mi chiedo se questo dono non sia una meravigliosa maledizione. grazie per le tue parole, e una carezza a quella ragazza che non sapeva gridare, un sussurro a dirle: non è mai troppo tardi.

  3. Certi uomini non sono come li descriviamo e li vediamo. Certi uomini sono scatole vuote che siamo noi a riempire. Non ha dato via te, solo chi ti possiede può darti via e solo tu possiedi te stessa. Lui ha dato via schegge di te. E la tua fiducia.
    Pensaci: tra i due chi ha perso davvero?

      1. se non fossi troppo fiduciosa non mi caccerei in certe situazioni :)
        di chance per crescere ne ha avute, ha questa, ne avrà altre – ecco, su questo sono meno fiduciosa: sul fatto che, prima o poi, una la coglierà.

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