Con preghiera di diffusione.

Inizio chiedendovi un favore. Se siete qui e state leggendo e avete un blog, un tumblr, qualsiasi cosa, per favore: diffondete questo pezzo. Non me ne frega un cazzo degli accessi, non me ne frega un cazzo dei commenti, della popolarità – me ne sono sempre stata nel mio angolo a scrivere, a scrivere perché desideravo e desidero farlo. Perché ne ho bisogno. A scrivere in questo mio angolo per condividermi, che fosse con una persona o con cinquecento. Perché alcune delle mie persone importanti le ho conosciute così, leggendo o lasciandomi leggere, gettando sassi alle loro finestre o aprendo le mie a loro.
Adesso mi dico: sono stata ingenua. Mi sono data senza pensare.
Non voglio avere questo pensiero. Io voglio credere nelle possibilità del mio angolo e degli altri angoli come il mio, voglio credere che sia possibile utilizzare questi angoli per creare senza che qualcuno decida di strapparne dei pezzi, fingerli suoi – rispondere con arroganza a chi faccia loro presente che condividere non equivale a rubare, che quello che scrivo qui è frutto di un lavoro costante, continuo, un lavoro che porto avanti da anni, che mi fa dire di me stessa: scrittore.
Mi dicono di non prendermela, che in fondo significa che ci sono decine, centinaia di persone che amano le mie parole, che è un segno – maldestro – di apprezzamento.
Mi dicono di prendermela, di minacciare denunce.
Non posso non prendermela: non quando i miei sentimenti vengono estrapolati da questo contesto preciso per essere stracciati, truccati di arcobaleni e cuori e unicorni, per una gara al “mi piace”, per un modo superficiale di pensare le cose d’altri.
Non posso prendermela: non sono capace di minacciare, mi sembrerebbe di dargliela vinta.
So che infilare i miei messaggi nella bottiglia della rete comporta – ha sempre comportato – questo rischio; ma ho sempre creduto in questo non-luogo, ho sempre creduto che anche dove non arriva la legge potesse arrivare il buon senso, o il buon cuore.
Voglio continuare a crederlo. Se ho bisogno di voi, adesso, è perché credo che voi siate la parte buona di quest’angolo – non io – e solo voi potete aiutarmi a non smettere di pensare che si possa continuare a darsi senza paura di essere violati – senza avere la possibilità di difendersi, ché, dall’imbecillità di chi non vuole o non può capire non c’è difesa se non la vostra.
Ci sono le mie parole, sulle fan page di decine di ragazzi e ragazze su facebook, ma ci sono anche le vostre. Ci sono quelle di rosesandcherubim, ci sono quelle di la paolina, ci sono quelle di millimetrica, ci sono le parole di chissà quanti e quante non ho letto, non conosco.
Io non so se capiranno queste parole, se vorranno capirle; ma voglio essere sicura che le leggeranno. Rivoglio la mia rete, rivoglio il mio angolo, rivoglio i vostri.

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75 thoughts on “Con preghiera di diffusione.

  1. La tipa che ti copia la roba senza attribuzione deve morire, ma la colpa e` tua. Mai scrivere dei propri sentimenti: ci si espone, e inevitabilmente ci si fa male.

  2. almeno qui, non usiamo le parole alla leggera. “colpa” di cosa? di avere una concezione della scrittura non omologata? di credere nella condivisione in rete?

    1. Non uso alla leggera. Colpa, semplicemente, di non aver pensato alle conseguenze su se stessi delle proprie azioni. (Ovviamente non e` “colpa” nel senso etico, bensi` nel senso di “chi e` causa del suo mal, pianga se stesso”) Se lasci in giro cose fragili a cui tieni, non ci si puo` lamentare troppo se arriva il bambino teppista e la rompe. Certo, la responsabilita` e` del teppista (e infatti ho detto che chi viola il suo copyright deve schiattare male). L’ingenuita` e` tutta della nostra amica pero`. Che la gente copi i post altrui e li riutilizzi come propri e` cosa nota e arcinota dacche` esiste Internet.

      La prossima volta starai piu` attenta a lasciare in giro cose che possano farti male se male utilizzate. E forse anche a irrobustirti un po’: in fondo, le parole che scrivi, nonostante tutto, tu non le possiedi mai davvero: una volta che le lasci libere, fanno cose che non ti puoi davvero aspettare.

  3. Fragili in che senso? Qui non si sta mica discutendo della delicatezza o meno della scrittura presente su questo blog.

    Si sta discutendo del modo in cui l’autore ha deciso di condividerla. Mica l’autore qui si arrabbia perché è stato scassinato il suo diario segreto? ma perché esiste una licenza creativa, che ha una serie di vincoli ben precisi e impone a chi passa da queste parti, di citare autore e titolo in caso di ulteriore condivisione.

    Non dovrebbe essere difficile da capire per chi frequenta da tempo la rete e prende seriamente il lavoro che si fa in rete.

    1. E fin qui siamo d’accordo. Ma se non erro non e` di quello che si stava parlando -nel senso, sul fatto che debba agire contro il plagio operato e sul fatto che lei abbia un copyright siamo tutti d’accordo.

      Ma qui:
      Non posso non prendermela: non quando i miei sentimenti vengono estrapolati da questo contesto preciso per essere stracciati, truccati di arcobaleni e cuori e unicorni, per una gara al “mi piace”, per un modo superficiale di pensare le cose d’altri.

      si parla di sentimenti e quindi di questioni molto personali. E in questi casi bisogna capire che quando si mettono fuori le proprie cose personali bisogna avere le ossa forti e la pellaccia dura, aspettarsi che queste brutte cose succedano e premunirsi (psicologicamente perlomeno, se non praticamente) di conseguenza.

      1. Io credo che sia importante rispettare il temperamento di ognuno, e che ognuno abbia diritto di scrivere e di esistere nel modo che sente più vicino.

        Sarà utopico, ma nella mia modestissima opinione, non esistono modelli più o meno adeguati di manifestarsi quando si ha a che fare con la scrittura.

        Come dire, può anche essere che l’autrice abbia messo online qualcosa che abbia a che fare col proprio intimo, ma perché non pretendere il diritto di non venire violata nei termini che lei stessa ha deciso di adottare, pubblicando le proprie cose in rete, allo stesso modo che se fosse stata pubblicata su carta o se i suoi scritti fossero stati musicati o utilizzati per il teatro o chissà cos’altro senza citare la fonte? Voglio dire, hai provato a metterti per un momento nei suoi panni? E voglio dire anche: cosa credi che non sappia ciò a cui va incontro? Non credi che pur conoscendo i rischi, abbia diritto di replica almeno? O pensi che debba accettare in toto la situazione? oppure censurarsi?

      2. ma sì, ma le ossa forti le ho, se no avrei chiuso baracca e burattini da un pezzo. era una constatazione, dettata più dall’amarezza del momento, legata non tanto a quello che mi è stato preso ma a quello che ho ricevuto nel momento in cui ho fatto notare una cosa sacrosanta – la mia licenza di distribuzione – e al pensiero di altri che, magari, non hanno la mia pellaccia.
        la chiave, in quella frase è: “modo superficiale di pensare le cose d’altri”. e sì, il mondo gira così, ma gira anche che posso lamentarmene, credo.

  4. Parto come un segugio alla ricerca……vedo che tu però hai già messo parecchie bandierine in giro eh?! ;)
    Tranquilla Chià, non sei sola, ti aiutiamo noi.

  5. E’ capitato anche a me di imbattermi in persone che usano la rete come se fosse un grande discount dove uno entra e prende quelle che vuole, senza nemmeno pagare alla cassa. Sinceramente anche io ci sono rimasta malissimo. E’ una forma di assoluto disprezzo per l’autore, che sulla rete non è altro che quello, uno che scrive parole per il gusto di scriverle, e proprio perché lo fa gratuitamente deve essere ancora più rispettato citandone il nome, secondo me.

    1. parole sante. mi stupisco – stupidamente – di quanto la rete sia cambiata nel giro di poco tempo. i ladri ci sono sempre stati, ma questa nuova forma di “serialità”, e il modo in cui queste persone rispondono a una richiesta gentile – senza sentirsi in dovere di chiedere scusa ma anzi, riaffermando il loro diritto a fare quello che pare loro, mi fa tornare in mente la casa delle libertà del pippo kennedy show: facciamo un po’ come cazzo ci pare.

  6. Spesso si tratta di persone che non hanno alcuna concezione del “rispetto” e della “citazione”. Anche io ho scoperto qualche ragazzina a rubare le mie parole, l’ho ringraziata per averle condivise e l’ho pregata – la prossima volta – di inserire almeno un link. Ho ricevuto in cambio la più stupida delle emoticon, il sorrisino. Ciò mi ha fatto capire che mi trovavo di fronte a una mucca che vede passare un treno, per lei probabilmente era inconcepibile sbattersi per fornire link, titolo del post e nome dell’autore.
    Ecco perché condivido la tua incazzatura e la diffondo.

    1. ecco, vedi? con te almeno sono state così gentili da sorridere come placide giovenche. con me si sono scatenate come tori, come se il mio piccolo diritto fosse per loro un drappo rosso agitatogli davanti.
      l’ignoranza è la stessa, educata o maleducata che sia. grazie per la condivisione.

  7. Ribloggo e condivido ciò che scrivi… Temo tuttavia che ciò di cui ti lamenti (che tra cuoricini ed unicorni suppongo “rubato” malamente da ragazzini) sia solo un byproduct di default della degenerazione di una cultura. Se chi “ruba” è consapevole è un conto, se chi ruba è “cresciuto rubando” questonon lo rende meno colpevole, ma in parte, individualmente, rende il suo atto piu scusabile. Quando in una cultura ciò che è pubblico non è di tutti” ma “è di nessuno” tutto quello che ne consegue è la nostra situazione attuale, di cui ciò che racconti è solo un altro, solo apparentemente poco importante, aspetto.

  8. Ignobile, ergo molto comune ?

    Distiguerei gli ambiti:

    plagio e i suoi cuginetti

    ( comunque difficili da stabilire legalmente, il loro valore – economico, I mean, now – , l’uso che se n’è fatto e dove…, on line, POI ! )

    e

    manipolazioni più o meno capaci, citazioni, furti letterari e affini . Questo genere di delitto non ha castigo se non attraverso lo sbigiardamento NEL campo stesso dove è perpetuato: comunità letteraria, amici e clientes del ladro di idee.

    Questo ultimo trattamento è efficace anche sl primo playground, ovvio.

    Dunque: qui o via mail riservata, nomi e cognomi, tracce, prove, indizi, elenchi amici dei presunti furbacchiotti/e. Insomma, hai capito.

    MA TUTTO QUESTO non basta, nè serve, nè sarà davvero utile se, prima e meglio, tu, TU CHIARA, non ne fai immediatamente uso letterario e poetico. Capito mi hai ?

    Alcuni dei tuoi testi sono eccezionali, il tuo talento è evidente ANCHE quando non è sempre ben’cotto’, Madame P. : hai fatto bene a lanciare il tuo richiamo, ora, dopo aver fornito elementi per il Search & Destroy, rimettiti a fare ciò che sei e sai. Se posso osare, io userei una punta di ironia ( anche auto ) e molta comicità come registro. Lascia il resto, il TUO resto, alle Tessere che componi quotidianamente, esercitati in un Genere davvero caustico e violento extra omnes, lascia in pace te stessa.

    Bon , lezioncina finita. Al LAVORO, adesso !

    Valerio

    PS . I LOVE YOU ( cit. )

    1. No no su invito noooo….è che è un circolo privato?
      Io non avrei mai scoperto questo blog e tutti voi!
      No no, non è giusto indietreggiare!

      Sto prendendo frasi di Chiara dai suoi innumerevoli post, le metto su google e vedo cosa esce.
      Fortunatamente poco e in quel poco tutti la rispettano citandola.
      Ho trovato solo un nuovo link di facebook su cui Chiara non era passata a mettere i puntini sulle ‘i’ ma per il resto nulla più.
      Credo comunque che questa sarà un’azione da svolgere periodicamente.
      Più che mettere il link Creative Commons dovrebbe esserci una voce che si attiva appena qualcuno apre yellowletters e che spiega in maniera molto sintetica come comportarsi una volta aperta la scatola.

  9. Non so i dettagli dell’accaduto ma so cosa si prova a vedere qualcosa di proprio preso “in prestito” senza dare i giusti diritti: mi è successo spesso, lavorativamente e meno. La differenza è solo una Chià: tu sai che le cose che nascono nella tua testa sono squisitamente tue, hanno una tua personale impronta: possono copiarle ma sarà sempre un divario non colmabile da un copia-incolla.. il divario di chi quelle cose le può creare in qualsiasi momento perché lo sa fare e chi non può fare altro che rincorrere. E poi c’è un’altra cosa non trascurabile: il fatto che ti chi conosce davvero (che poi sono quelli di cui uno si dovrebbe curare di più) riconosce qualcosa scritto da te, riconosce l’impronta che dicevo io, SEMPRE. Io riconoscerei qualcosa scritto da te OVUNQUE, anche con altri nomi e SAPREI che c’è del tuo perché è questa la tua impronta. E’ quella l’essenza del tuo scrivere: che è deliziosamente tuo ed è riconoscibile.. le parole sono solo il mezzo che usi per portare questa essenza a livelli più comprensibili.. le parole te le possono pure prendere ma sei tu che sai come disporle nel modo giusto ;) e quello, mi dispiace per ‘sti poracci :P, è qualcosa che non si può rubare.

    Poi se hai voglia di parlare sai dove trovarmi :*

    Un abbraccio

    Haru

    1. va be’, quando si adora una persona da sempre (o quasi, gh) un motivo c’è. grazie. e sì, a tutto quello che hai detto, ma no al modo in cui si stanno comportando, segnalando come offensivi i commenti che chiedono gentilmente la citazione della fonte, insultando i miei amici.
      ti abbraccio forte :*

      1. Ah beh. Così le cose stanno diversamente. BEN diversamente. In effetti la questione è spinosa. Comunque credo che palesando una bella licenza d’uso sui tuoi spazi e segnalando la cosa ai responsabili dei siti su cui di volta in volta vengono fuori queste situazioni, potresti riuscire ad arginare il problema.. certo .. è un po’ una battaglia contro i mulini a vento e penso che non si meritino tante attenzioni ;) però capisco che ti possa dare fastidio.. Se hai qualche link di esempio (anche in forma privata) posso provare a vedere se c’è il modo di intervenire ^^ :)

      2. grazie :*
        sono quasi tutte fan page di facebook, per cui l’unica cosa che si può fare è segnalare la violazione di proprietà intellettuale, e può essere fatta solo dall’autore (o dagli autori) “saccheggiato”.

  10. Condividerò dappertutto.
    Su una sola cosa non concordo: la sensazione di dargliela vinta minacciando. Non avrebbero vinto niente…
    Certe persone capiscono solo una lingua, per cui intanto si potrebbe linkargli le norme del Creative Commons, e poi, se continuano con il loro atteggiamento, agire.
    Abbracci.

    1. sì, si potrebbe… io continuo a essere bloccata. se vai sulla mia pagina di friendfeed trovi il link a un tentativo di “organizzarsi” contro l’orda :)
      abbracci a te, e grazie per ieri e per oggi e per tutto.

  11. non credo si tratti di una questione economica, o di sentimenti scartati male, aperti dalla scatola toracica per poterne strappare via il cuore e farne mostra in giro. no. credo, o almeno io la penso in questo modo, sia più che altro una questione di fiducia, di quella stessa caduta nel vuoto dentro se stessi che si prova quando magari si ripone convinti la fiducia in una persona e questa invece la tradisce. al di là di quanto sia importante o segreto l’oggetto della fiducia, non è la sua rivelazione che fa male, ma lo strappo è causato dal tradimento – sempre da questo, in tutti i suoi aspetti, se ne esce con le ferite maggiori. questo penso abbia provato chiara, e non la vergogna di aver visto le proprie parole e sentimenti urlati al mondo intero. come dice giusiana: non è mica stato scassinato un diario segreto. non il fatto di averli urlati, i sentimenti, ma di come sono stati urlati.
    poi posso travisare tutto, o avere idee strampalate a riguardo che non corrispondono alla realtà, ma io la penso in questo modo. credo anche ci sia un po’ di tristezza nel vedere cosa c’è un poco oltre il nostro mondo. penso che nessuno qui userebbe parole altrui senza citarne la fonte o l’autore, e forse siamo cresciuti, noi, con la genuina innocenza di credere che neppure gli altri lo farebbero mai. ecco cos’è questa cosa: la perdita dell’innocenza.
    la soluzione non è chiudere il blog, o renderlo privato, o trasformarlo in una mailing list. a dire la verità non so quale sia la soluzione, ma non credo sia nessuna di queste elencate. come sempre sono abile a dire se la risposta data sia quella sbagliata, ma non so indicare quella giusta, esatta. un errore sarebbe fare finta di niente, come se nulla fosse successo – se chiara lo avesse fatto, lasciando che tutto sia, chiudendo un occhio e magari pure l’altro, non sarebbe nata questa discussione. mi pare giusto alzare un po’ la voce, fare presente alcune cose. cristiano godano, in una intervista a il mucchio selvaggio, ha detto: “mi sbatto da vent’anni per fare il musicista e non vedo perché dovrei adeguarmi all’idea, che pare essere ipocritamente appoggiata da tanti, che i dischi che ho realizzato, ai quali ho dedicato la mia vita, debbano languire fino a morire.” con il dovuto cambio di variabile, letteratura con musica, credo che il discorso possa filare anche in questo contesto. chi sfoggia parole altrui spacciandole per proprie, senza citare la fonte della sua bella parlata, non capisce che nonostante tutto questo sia volatile, non materiale, non significa che non abbia un peso e che partorirlo non sia stato lungo o privo di dolori. il cuore del discorso di godano sta nel i dischi che ho realizzato, ai quali ho dedicato la mia vita. le parole sono viste come elementi di base, proteine semplici, ma questo non vuol dire che per metterle insieme non ci sia bisogno di lavoro, di tempo da dedicare. chiara lo fa, e lo fa maledettamente bene, usa il suo tempo in un modo magnifico e ne escono fuori parole bellissime. poi arriva un cretino qualsiasi e in un nanosecondo fa sue queste parole, sfoggiandole come proprie, senza neppure sudare una minima lacrima, o sangue. questo brucia.
    personalmente preferisco parlare a culo come ho ampiamente dimostrato qui, anziché spacciare parole migliori, ma di altri, come se fossero farina del mio sacco.

  12. Il problema è che questi personaggi, siano ragazzini o adulti, in qualche modo devono essere educati. Quando li si scopre, ed anche a me è capitato, una bella mail di diffida, in tono secco, in cui si fa presente che o inseriscono il link o rischiano problemi legali per violazione della licenza. Se scritta con tono abbastanza incazzoso, di solito il link viene immediatamente rimosso; per i ragazzini, di solito, la minaccia peggiore è quella di segnalare la loro pagina a FB perché gliela chiuda subito. Mai lasciar passare le cose, altrimenti non impareranno mai.

  13. “non smettere di pensare che si possa continuare a darsi senza paura di essere violati – senza avere la possibilità di difendersi, ché, dall’imbecillità di chi non vuole o non può capire non c’è difesa se non la vostra.”

    la rete è usata da tutti, quei “tutti” che vediamo “ovunque”, non ti deve rimanere la paura, ma la “consapevolezza” che questo continuerà a succedere, abbiamo visto quei tutti cosa stanno producendo in questo paese e questa è l’ennesima faccia di un paese senza alcuna dignità. la condivisione al di fuori di una stretta rete interpersonale produce questo e continuerà a farlo. sempre. o si accettano le non-regole di questo gioco balordo al rialzo, oppure si torna a scrivere come una volta. proprio perché la libertà che concede Internet non è il concetto che la mia finisce dove inizia la tua, è il concetto che si Forma – dall’interno all’interno attraverso – quei “tutti” che la usano.

    poi comunque, chi ti legge sa riconoscerTi, pensa questo, non c’è altro modo, a testa bassa, senza guardare in faccia nessuno.

    e naturalmente chi copia è perché non ha UN CAZZO di niente da scrivere di SUO e in qualche modo ci penserà la vita e la realtà a fargliela pagare, su questo non ho dubbi.

  14. “poi comunque, chi ti legge sa riconoscerTi”: verissimo! e, secondo me, questa è una cosa eccezionale. ormai riconoscerei dappertutto il tuo stile (anche se definirlo ‘stile’ non mi piace, mi sembra manchi di cuore), e quando accendo il portatile la mattina è questa la prima pagina che apro.

    e, se posso permettermi una piccola digressione, molte volte penso che sarebbe fantastico se tutti questi scritti confluissero in un libro. correrei a comperarlo.

  15. MADAME

    sono indignata quanto te.mi hanno finanche creato un gruppo con il nome del mio blog!!e sono riuscita a fermarli.
    però ho un “adoratissima” collega che copia a tutto andare. copia? deruba.
    così mi sento e ti sento. scippata si dice a Napoli.

    dimmi cosa posso fare. vedo che arrivano alcune visite su un tuo pezzo in uno dei miei blog, ma come sai c’è tanto di link e ho preso solo un piccolo pezzetto proprio per far leggere il finale da te, qui, dove nasce questa linfa.
    sono rattristata, non so cosa si possa fare.
    dimmi pure, se posso

  16. sai, ti dirò una cosa… ci ho pensato a lungo e adesso la butto giù così. mi scuserai, mi scuserete (visto che inevitabilmente la discussione si è allargata) se sarò confusionaria ma la scrivo di getto senza troppe censure…
    recentemente, ieri notte, mi è capitato di aprire uno spazio comune con un’amica che vive in America, lontanissima da me. all’inizio ci siamo dette, facciamolo per noi due, per tenerci in contatto, per condividere idee, creatività eccetera eccetera e così abbiamo fatto. dopo un po’ di mail questa notte ho aperto un tumblr che ho subito condiviso con lei.. ho messo lacune cose mie, alccuni pochi scarni pensieri e questa mattina al risveglio, ho visto che anche lei aveva pubblicato cose sue su questo spazio comune. la cosa che mi ha, un poco, stranita, è stato vedere che lei, a differenza mia, ha ‘siglato’ ogni suo post per distinguerlo, forse, dai miei. che strano, mi sono detta e credo,anche se per me non c’è davvero alcun problema, che questo atteggiamento sia relamente un poco strano. la rete è apparentemente il luogo ideale per la condivisione… ci spacciamo tutti per innocenti, genete ‘pura’ che sta qui dentro senza particolari intenzioni, ma in realtà siamo affamati di attenzione. cosa ti ha disturbata più di tutto chiara? il fatto che la tua scrittura sia stata riportata altrove sinelink o la scarsa atteznione, nidipendentemente dal link, che hai riscontrato nei tuoi confronti? io penso che sia piuttosto un discorso di Attenzione, di Sguardi. mi è capitato recentemente di avere un piccolo scambio di battute con un altro blogger dal quale blog avevo preso, senza riportarne il link, alcuni lacerti. in qualche modo ho proseguito sul mio blog il suo discorso, l’ho fatto mio credo, di aver aggiunto qualcosa. da lì si è innescato un discorso più intimo che inevitabilmente è proseguito, per un po’, altrove privatamente, è stato bello e nessuno se l’è presa. io credo che il punto sia proprio questo, indipendentemente dalla scelleratezza e pochezza altrui, a far male, è proprio la disattenzione, lo sguardo distratto, il discorso che si frantuma e si disperde, l’impersonalità di certi commenti e interventi e anche, di conseguenza, rapporti. questo, almeno per me, ‘fa male’.

    1. mi ha dato fastidio la sistematicità della cosa, come se il mio e altri blog fossero pozzi a cui attingere senza pensieri, senza pensiero. le risposte che abbiamo ricevuto, violente, ignoranti. in conseguenza, il non poter più pensare alla rete come luogo di condivisione come l’ho sempre pensato.
      tengo blog da quasi dieci anni e sono sempre passata sopra cose come questa – erano fatte con un atteggiamento diverso, che non accettavo ma potevo comprendere. ma questa volta è diverso. è cambiato qualcosa, nel modo in cui la rete viene vissuta da chi la vive adesso, e quel che percepisco mi spaventa.

      1. Secondo me, c’entra qualcosa anche il canale specifico: fb, per molti versi, è la spazzatura della Rete, lo strumento più pressappochista e (paradossalmente) privo di etichetta, dove trovano sfogo gli istinti più beceri, a causa anche della facilità di utilizzo e dell’enormità del bacino di utenza. Scusa se sono stato un po’ superficiale e generico (di pezzi “sociologici” su fb in giro ce ne sono comunque a bizzeffe).

  17. In effetti mi chiedo sempre quando uno posta qualcosa, specie se qualcosa ben scritto, che proprio per tale motivo diventa “universale”, non rischi poi che altri se ne approfittino. Mah. sarà però una mia ingenuità, ma ho sempre pensato che non ha senso appropiarsi del lavoro altrui, specie se visibile sul web. Prima o poi vieni sbugiardato, e allora che figra ci fai?
    ma al di là di questo, proprio non ne capisco il senso. che senso ha spacciare per proprio qualcosa che non hai scritto tu? e lo dice uno che è egocentrico, che ama essere letto e commentato e ama i complimenti. M se quei complimenti non me li merito (nel senso più tecnico del termine: perchè non ho scritto io il pezzo) che senso ha?

    1. me lo chiedo anch’io ma non so darmi risposta – da quel poco che ho visto queste persone non ragionano come ragiono io o come ragioni tu, mi sono altri e alieni. e allora non so, non so che senso abbia.

  18. c’è anche gente pronta a disprezzarti però al momento buono (questo) concorre a solidarizzare. non penso che tu ne abbia bisogno.

    1. no, ma se non so di chi tu stia parlando – non vedo nessuno qui intorno che potrebbe disprezzarmi o avermi disprezzato, e se proprio c’è qualcuno così fa più male a se stesso che a me, in fondo, se ha bisogno di fingere solidarietà per una manciata di click o chissà cosa.

  19. La massa (notoriamente becera e ignorante) non conosce (e non rispetta) la netiquette nè puoi educarla.
    O ti chiudi in un’èlite (ma si scontra con lo spirito del blog)o continui a essere libera e te stessa e te ne freghi. Io ho scelto la seconda opzione.
    Con questo non dico che se non capita l’occasione non sia giusto rimarcare a questi piccoli individui che ciò che stanno usando non è farina del loro sacco, ma temo siano energie e tempo sprecati.

    1. temo siano energie e tempo sprecati.

      è quello che continuo a pensare anch’io, che la seconda scelta l’ho scelta da sempre e per sempre. però, ecco, quando queste cose interessano così tante persone, forse le energie e il tempo si possono dividere e magari può succedere qualcosa.

      1. Barbara idealmente ha ragione quando dice che bisognerebbe passarci oltre; tuttavia occorre una buona dose di stomaco (che non hanno mica tutti).
        *Molto* probabilmente il più delle volte è tempo sprecato cercare di fare comprendere, ma un tentativo almeno non lo si dovrebbe negare a nessuno.
        Poi scattano i provvedimenti ;) , e magari bisognerebbe agire perché diventino più circostanziati e severi (magari prendendosi un po’ di tempo per scrivere ai capi di fb e spiegargli le cose).

  20. si stancheranno di copincollarti e le loro paginette si perderanno negli ultimi risultati di google. tu non ti stancherai di scrivere, è cosi che vinci, è così che vinciamo.
    ti abbraccio, cara.

    1. non mi stancherò di scrivere, questo mai. ma non voglio vincere come ha vinto lei, rinchiudendosi nei suoi taccuini, anche se mille volte in questi giorni ho pensato che avesse ragione, che avesse visto ciò che noi ancora non potevamo prevedere.
      ti abbraccio anch’io, grazie.

  21. Seguo da poco i tuoi scritti.
    Ma credo di conoscerti da sempre.

    L’ingenuità e la buona fede, ha portato anche me a credere nel buon senso e nel buon cuore delle persone.

    Citare uno scritto, con l’autore:
    è condivisione, e comunicare al mondo di identificarsi nelle parole di un’altro.

    Fare proprie le parole di un’altra persona:
    significa non avere una propria identità, una personalità. Sono persone che devono annegare nella propria mediocrità, ma sono talmente stupide e arroganti da non riuscire ad accorgersente.

    E ti disilludo dicendoti che mai se ne accorgeranno.
    Vanno ignorate, mentre compiono questo genocidio.
    Tra le vittime, ci sono anche loro. Loro che sono NULLA al mondo e che cercano di esserlo attraverso l’emotività di qualcun’altro.

    La rete ed il mondo che ci circondano funzionano così, a tutti i livelli. Ho passato anni a credere di poter combattere una battaglia dove l’etica e il buon senso sono i miei valori. Ma al milionesimo interlocutore che non capisce, mi sono accorto che non serve, se non a portarci ancora di più nella zona grigia.

    Continuiamo ad essere permeabili, ma impariamo che ci sono cose che non possiamo controllare. E l’altrui ignoranza e piccolezza, sono tra queste cose.

    Ci mancano di default il cinismo e la spietatezza necessari per viverci questo mondo. Cercare di crearli significa tradire noi stessi, ne soffriremmo.

    Stanno abusando di noi. Ci feriscono. Ma non sono NULLA.

    Un abbraccio, da uno sconosciuto.
    Doreado

    1. grazie doreado. non so se si possa essere davvero sconosciuti, quando il sentire dell’uno è copia carbone di quello dell’altro.
      non sono nulla. me lo ripeto. e continuo a non tradire me stessa, è l’unica cosa che mi posso e mi devo.

  22. Non ti conosco, come non conosco i tuoi scritti, ma hai tutta la mia solidarietà…. forza non ti abbattere!!!
    … leggerò i tuoi scritti :-)

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