I made wine from the lilac tree / Put my heart in its recipe / It makes me see what I want to see / And be what I want to be

Prima di comprare un vestito leggo sempre l’etichetta. Cotone, poliestere, viscosa, lana, lino, in percentuali; decifro i geroglifici che tentano di spiegarmi, lavare a trenta gradi, lavare a mano, lavare a secco, con o senza ammorbidente, al diritto o al rovescio, stirare, non stirare, appendere, piegare. Scelgo quelli che richiedono il minor numero di passaggi, quelli che potrò appallottolare in lavatrice e appendere e non avranno bisogno del ferro da stiro o di manutenzioni particolari.
Prima di comprare qualcosa da mangiare leggo ingredienti e valori nutrizionali. Peso netto, prezzo al chilo, emulsionanti, correttori di acidità, da consumarsi preferibilmente entro o da consumarsi tassativamente entro il: giorno, mese, anno. Percentuale di grassi saturi e insaturi. Carboidrati semplici e complessi.
Persino i fazzoletti di carta hanno gli ingredienti: Paraffinum Liquidum, Ceresin, Stearyl Alcohol, Isopropyl Palmitate, Dimethicone, Calendula Officinalis, Ceteareth-20, Tocopherol.
I farmaci. Principio attivo, eccipienti, etanolo 96%, glicerolo, glicole propileni, saccarina, arancia essenza solubile, limone essenza solubile, E127, acqua depurata. Modalità d’uso, posologia, avvertenze speciali, sovradosaggio, non utilizzare strumenti o macchinari.

Cose che bisognerebbe sapere prima di indossarmi, assaggiarmi, asciugarsi il naso sulla mia spalla, assumermi a stomaco vuoto o a stomaco pieno: sono composta per circa il 65% di acqua, proteine, lipidi, sali minerali, glucidi, vitamine, sono composta di tutti i libri che ho letto, di tutte le canzoni che ho ascoltato, alcune a ripetizione cantandole a squarciagola, altre soltanto una volta, mandandole avanti veloce. Sono composta dei film che ho visto, da piccola, in braccio a mia madre, di quelli che guardo di notte, sono composta dei baci che ho dato e di quelli che, un paio di volte, mi sono stati rubati, sono composta dei baci che non ho potuto scambiare perché non ne ho avuto il coraggio, dei letti in cui ho dormito e di quelli in cui sono rimasta sveglia, del deodorante in offerta speciale al supermercato, di shampoo alla frutta, di peli di gatto, di umore cattivo o meglio: di cattivo umore, di vino – lo preferisco se è rosso – di cose che faccio fatica a cambiare e di altre che muto a ogni stagione.
Sono fatta male per alcuni, bene per altri – c’è chi dice o pensa che io non sia – sono fatta di tutte le volte in cui sono caduta, sono fatta di nostalgia e di colpi di testa, di matita nera per gli occhi e di smalto sbeccato, delle cose che scrivo fin quando le ho scritte, di un passato che taccio, di un presente che faccio, di un futuro che scaccio – ci penso domani, domani ci penso al futuro – di scarpe slacciate, persone abbracciate, delle sculacciate che ho preso, di danze impacciate, di impicci, bisticci, capricci, di tutti i tralicci sui quali mio padre è salito, di tutte le scale che ho sceso di corsa, di tutte le cose che cerco e non trovo ogni volta che apro la borsa.

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