An accident waiting to happen

La differenza tra caso e destino, per spiegarla mi serve un esempio: prendi noi. Se gli eventi della vita fossero stati scritti nel libro del destino saremmo stati io una lavagna magnetica e tu una calamita, ci saremmo incontrati e ti saresti attaccato a me scrivendomi sopra una storia; ma il destino non esiste, e ogni cosa è dettata dal caso e siamo due dadi nelle sue mani unite, abbiamo continuato a cozzarci addosso e allontanarci e ci siamo persi nel lancio – avremmo potuto ritrovarci vicini, per caso, e invece, per caso, siamo rotolati lontano, lontani.
Se gli eventi della vita fossero stati scritti nel libro del destino sarei stata capace di perdonarti una volta di più di quanto fosse necessario, saresti stato capace di lasciare libere le parole dette anziché allungare le mani per riacciuffarle, infilartele in gola – avremmo lasciato l’impronta del nostro abbraccio su ogni prato; ma il destino non esiste e ogni cosa è dettata dal caso e quando ci siamo trovati a dover scegliere tra noi stessi e l’altro, io tra me e te, tu tra te e me – a dover scegliere se restare fedeli alla nostra dotazione di partenza e alle cianfrusaglie accumulate o liberarci del passato e mallearci per rendere agevole l’incontro, l’incastro, lasciarci cambiare in nome di ciò che avremmo potuto avere forse, con un po’ di fortuna, forse – ci siamo aggrappati con forza alle spine del nostro orgoglio, ci siamo stancati e ho detto: io sono stanca e adesso mi fermo, tu hai detto: non so cosa hai detto, ero troppo lontana.
E tutto è stato come in quel gioco, un, due, tre, stella, fai un passo per avvicinarti ma solo quando la persona che conta è voltata di spalle, se coglie un tuo movimento devi tornare da capo, al punto di prima.
Ho detto: io adesso dico basta, ho giocato alle regole degli altri ma di notte ho scritto le mie e me le appunto sul muro, e se nessuno vorrà giocare con me poco male, ho pronto il mazzo di carte per il solitario e al chiasso ho sempre preferito il silenzio.
I supplementi servono a poco se c’è un errore nell’assorbimento – sia benedetto il rilascio prolungato, benedetto il frutto di ricerche o di intuizioni – ho sviluppato tutti i sintomi di uno stato carenziale ma rifuggo la diagnosi – qual è il contrario di bisogno? Per dire, non ho bisogno di te, al contrario, come di dice? Facciamo così: ho sbisogno di te, non riesco ad assorbirti, a tollerarti, mi fai male alla pancia e al cuore, per caso o per destino – e finita l’era delle possibilità resta questo tentativo di riscrivere qualcosa che non può venire scritto – qualche cosa che, anche scritto, non risolve la mancanza, non aiuta a avvicinare ciò che adesso è ormai lontano, è solo un caso, è solo un caso che io speri che, per caso, il tuo ricordo cada fuori dalla tasca in cui lo tengo e che, per caso, sia sepolto dalla neve, diluito dalla pioggia, trasportato via dal vento.

Annunci

3 thoughts on “An accident waiting to happen

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...