io non ti cerco / io non ti aspetto / ma non ti dimentico

Non sono mai stata una paziente paziente, ho sempre avuto fretta di guarire, che fosse prendendo medicine, che fosse precipitandomi a ricominciare a vivere prima che il corpo gridasse: via! Scalpitando sul: pronti, partenza – correndo il rischio di ammalarmi di nuovo.
Tutte le volte che ho pensato di essere guarita da te, non sapendo che ancora questo pensiero era un sintomo di una infezione non combattuta, di un’affezione non ricambiata – avevo bisogno di ammalarmi di altri per fingermi guarita senza mai abbassare le maschere che mi avrebbero mostrato la tua verità la tua nudità
spiega meglio
le parole vorrei le parole così come mi passano in testa fermarle senza censura senza pensare senza limare senza attenzione neanche ai refusi a dove appoggio le dita –
lontano da te non dirò mai più quella parola che non posso dire perché ho promesso a me stessa di non dirla mai più un minuto fa, qualche ora fa, sentendola uscire dal televisore in cui lui ti somigliava ma non abbastanza da farmi credere che potessi essere tu tornato da me questa volta per non andartene – se fossi tornato se tornassi potrei dartene la colpa e sentirmi vittima della tua forza, della tua potenza, del tuo peso chissà se è amore quello che ho provato, chissà che nome ha questa cosa che chiamo mancanza ma non so se di te dei tuoi baci o del modo in cui mi sentivo libera baciandoti mi sentivo libera ubriacandomi di te con te per te per permetterti di succhiarmi senza sensi di colpa, per permetterti di ferirmi ma solo dopo avermi guarita, dove sei adesso, dove sei? Vorrei sentirti urlare attraverso questo fiume che ci separa, vorrei sentirti urlare del dolore di dovere vivere senza di me, non perché io voglia viverti, io voglio annodare i nostri dolori in un unico dolore da lanciarci addosso come un proiettile avanti e indietro e avanti e indietro, io voglio riprendermi indietro la mia vita senza il tuo ingombro ma hai cancellato ogni mia memoria per farti spazio in me ovunque in me in me intera –
ricerco la saturazione per non lasciarti spazio, trattengo il respiro su ogni sguardo che mi cerchi, mi impongo l’ossessione, mi svendo, mi regalo, mi riesce di ammalarmi ma per finta, non c’è febbre se non quella simulata del termometro scaldato a quindicianni per non andare a scuola, mi dimentico di dirmi innamorata dopo un’ora dall’inizio del dolore, tutti gli altri son ferite senza crosta, tu la crosta che continuo a torturare, sei la voglia che per quanto io mi tolga mi continua a ritornare.

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