Catastrophe and the Cure

Ci hanno promesso che ci avrebbero curati da ogni male ed eccoci qui, ecco cosa siamo diventati, bambini alti con lo stomaco delicato e gli occhiali da sole anche di notte per non ferirci le pupille dilatate, scoordinati nelle gambe e nelle lingue, drogati, noi che abbiamo smesso lasciandoci alle spalle certi giochi quando abbiamo capito che niente era potente come la nostra naturale euforia, ci hanno cambiato i corpi facendoli gonfiare e sgonfiare, illividendoci le braccia, incoronandoci di elettrodi al posto delle spine.
Hanno tentato di arruolarci involontari tra le loro schiere di cavie per il controllo della mente e del cuore non sapendo che noi, un cuore, non l’abbiamo – non ci commuove il rito biondo della prima colazione televisiva, non ci riscalda il mito luccicante di gambe lunghe e cofani lucidi e sedili in pelle, non ci emoziona il gattonare roseo e paffuto sui pavimenti igienizzati al 99,9 percento – restiamo svegli la notte con gli occhi asciutti e vediamo nel buio cose che voi mancate, il riposo delle tubature, l’assestarsi dei muri, il sesso occasionale dei vicini, chi esce presto e chi torna tardi, fingiamo di funzionare belli e dannati ma siamo dannati soltanto e nemmeno l’abbiamo chiesto, nemmeno l’abbiamo voluto, e tornare normali è l’unica cosa per cui sia davvero troppo tardi – potremmo diventare violinisti o campioni in salto in lungo – potremmo avremmo vorremmo e tutto quello che resta-ci è l’uso sapiente dei condizionali.
Non hanno avuto bisogno di venirci a prendere, siamo stati noi stessi ad andare da loro, docili, a cercare la risposta alla domanda, non sapevamo vivere e ci hanno detto che non era un problema, ce lo avrebbero insegnato se solo avessimo avuto la grazia di fidarci delle loro prescrizioni, siamo fuggiti dalle religioni per ritrovarci a snocciolare rosari di compresse, pastiglie, gocce, capsule e imprecazioni, abbiamo pregato per la fine degli effetti che non desiderati pure sempre si presentano e abbisognano di cure per la cura, siamo guariti da una cosa per ammalarci di un’altra, siamo in mutua dalla vita ma la vita non ci paga e non ci aspetta, rescissione del contratto, sei inadatto, assumo un altro al posto tuo.
Continuiamo a ribellarci e continuano a punirci di ogni nostra ribellione che è una sfida alle loro conoscenze, ai loro tronfi doppi menti – non sapete cosa sia riconoscenza, ci hanno detto – ci puniscono aumentandoci i dosaggi o togliendoci il riposo, ci puniscono spegnendosi nei fine settimana quando il male è più profondo e, umiliati, non possiamo più sperare che di avere tra le mani la ceramica del water, di arrivare a fare in tempo a raggiungere una qualche bacinella – ci puniscono spegnendoci a comando, ci puniscono dicendoci che se solo che se fossimo obbedienti ci potrebbero aiutare veramente – tu non crederci, sempre e solo abbiamo fatto tutto quello che hanno chiesto, comandato, consigliato con premura innaturale e se sempre è stato invano non è stata colpa nostra, siamo nati in questo modo, in questo mondo, non un cristo che davvero fosse pronto alla venuta.

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6 thoughts on “Catastrophe and the Cure

  1. “I believe I can see the future
    Cause I repeat the same routine
    I think I used to have a purpose
    But then again
    That might have been a dream
    I think I used to have a voice
    Now I never make a sound
    I just do what I’ve been told
    I really don’t want them to come around”

    Hei, mi pare di conoscere qualcuno…. :-)

  2. “I am still inside
    A little bit comes bleeding through
    I wish this could’ve been any other way
    But I just don’t know
    I don’t know
    What else I can do”

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