“Two girls there are: within the house / One sits; the other, without.”

Non si può certo dire che sia stato un colpo di fulmine. Ci conosciamo da sempre, in alcuni momenti siamo andate d’accordo, in altri abbiamo litigato, per la maggior parte del tempo ci siamo limitate a ignorarci. Io sono più sveglia, più vigile, e ho avuto spesso modo di osservarla senza che lei se ne accorgesse: dorme con la bocca socchiusa emettendo un rantolo che le viene dalla gola e, nel sonno, tiene gli occhi strizzati come buchi di culo di gallina o prugne secche. Si sveglia all’improvviso, si alza e trascina i piedi verso il bagno, si abbandona sul sedile e si accende una sigaretta, avvolge la mano nella carta per pulirsi, lava le mani a lungo, strofinando un dito alla volta, sotto il getto di acqua calda.
Prepara il caffè – e mai una volta che me lo offra. Lo beve amaro, a piccoli sorsi, fino a quando non si raffredda nella tazzina. Siede scomposta, quando è nervosa si gratta la testa, oppure prende le forbicine e si taglia di nuovo le unghie già corte. Usa le mani per mangiare ogni volta che le è possibile. A volte tace per giornate intere, o per mezze, e quando riapre la bocca sento leggero l’odore di tutte le cose non dette.
Non so cosa pensi di me, non gliel’ho mai chiesto. Ci limitiamo a condividere lo stesso spazio cercando di evitare ogni occasione di conflitto o di contatto, sappiamo che questa non è una soluzione temporanea, sappiamo che non arriverà mai il giorno in cui potremo dirci indipendenti l’una dall’altra – nemmeno se volessimo potremmo restare separate e, lo stesso, nemmeno volendolo abbiamo mai imparato a stare insieme. Siamo una coppia male assortita o assortita troppo bene, non possiamo parlarci senza litigare ed entrambe siamo testarde e vogliamo avere ragione, mai una volta ci tiriamo indietro, lasciamo all’altra l’ultima parola, mai una volta ci chiediamo scusa, ci tendiamo la mano con amore.
In apparenza sembriamo felici, appagate, chiunque ci veda finisce per crederci in sintonia anche quando si accorge – o fa finta di niente – che non ci parliamo, evitiamo persino lo sguardo dell’altra, ma il modo in cui io inizio lei porta alla fine le cose, il modo nel quale occupiamo lo spazio sapendo perfette la strada per starci vicino ma senza toccarci… accadrebbe a chiunque, sostengo, a chiunque si trovi a convivere sempre, tu dici, accade soltanto a chi è predisposto, si vede che in fondo avete imparato a volervi – non dico del bene – ma almeno – ti sbagli, la accetto nel modo in cui viene accettata una malattia senza cura, la accetto nel modo in cui accetto di avere quel segno sul naso e lei ti direbbe lo stesso, se avessimo scelta potremmo magari all’inizio sentire mancanza dell’altra ma io, di sicuro, se solo potessi andrei molto lontano da qui, senza lei o senza me o senza chiamala tu, sono certa che lei o che me o che chiamala tu finirebbe per fare lo stesso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...