Qualcosa che lasci il segno

C’era questa cosa che pensavo, già da piccola, di dovere lasciare il segno. Affondavo i denti nella pelle per lasciarmi l’impronta dei denti, gli incisivi inferiori accavallati, gli incisivi superiori separati da una striscia sottilissima di spazio e occupavano il posto dei canini girati di centottanta gradi.

– Chiedimi che ore sono?
– Che ore sono?
Al mio orologino di denti mancavano le lancette, ma già sapevo contare i rintocchi delle campane.
– Sono le quattro e mezza.

Poi ho capito che il segno andava lasciato altrove, ma non avevo il coraggio di morsicare i miei compagni di classe, i miei amici, i miei genitori.
Una volta ho tirato fuori dalla tasca una penna verde e ho calcato forte nel legno chiaro di una capanna del parco giochi per lasciare le mie iniziali intrecciate ad altre iniziali. Qualcuno ha fatto la spia al professore che mi ha sgridata.
Un’altra volta ho scritto il mio nome sul tuo zaino ma tua madre l’ha lavato via a sessanta gradi. Firmavo ogni cosa mi capitasse sotto il naso come se tutta la vita fosse la mia opera d’arte.
Mi sembrava di passare attraverso le vite degli altri allo stesso modo di un fantasma. Li sentivo indispensabili e avrei voluto esserlo altrettanto per loro.
A un certo punto, per un periodo, ho cominciato a scomparire per davvero, per vedere se qualcuno se ne sarebbe accorto. Un po’ come quando ci si immagina il proprio funerale, chi saranno le persone a piangere sulla tua tomba, chi saranno le persone che si ricorderanno di te con un fiore o una preghiera. Io pensavo che al mio funerale non ci sarebbe stato nessuno, solo i miei parenti più stretti, e tutti gli altri avrebbero trovato scuse – oggi purtroppo ho un altro impegno, non riesco proprio a liberarmi – o non si sarebbero neanche sforzati di trovarne o non avrebbero letto gli annunci vicino all’ospedale e, qualche tempo dopo, avrebbero chiesto, per caso: ma Chiara? Per sentirsi rispondere: come, non lo sapevi? È morta. Oppure: è venuta a mancare.
Venire a mancare era la parte che mi interessava. Però i segni continuavo a lasciarli solo e soltanto su di me, o almeno così pensavo. Mi riusciva solo di ferirmi o di ferire, pensavo.
Era come in un sogno in cui tutti camminano sulla sabbia e io sono in mezzo e non lascio impronte, come in un sogno in cui tutti camminano sull’acqua e io affondo.
Ho cominciato a scrivere e lo stesso mi sembrava che le mie parole scivolassero via dopo averle spinte fuori a fatica, e non vedevo i segni i non vedevo il segno che avrei voluto lasciare, e continuo a non vederlo e a sentirmi di passaggio, disancorata, senza linee o lineamenti. Ho bisogno di essere ricaricata ruotando la molla dell’approvazione, riempiendo il serbatoio dell’attenzione, schiacciando il pulsante dell’amore che non sento e non vedo anche se mi muove le gambe e le mani e il sorriso che è l’unico segno che lascio agli sconosciuti prima di girare l’angolo, sparire.

Annunci

4 thoughts on “Qualcosa che lasci il segno

  1. Che poi, è il motivo per cui a volte perdo il filo, e la voglia, per dire cose, fare foto. Perché mi sembra di non lasciare segno. Perché farlo non ricarica approvazione né attenzioni.

  2. Non sempre è possibile trovare gratificazioni dall’esterno; a volte, se hai passione per quello che fai, può bastare il piacere di averlo fatto.

    1. è una cosa molto saggia, questa del piacere, ed è quello che cerco di fare e, almeno con la scrittura, ci sono riuscita; forse è possibile solo con le vere passioni, quelle grandi, non so. però penso anche che sia umano, questo bisogno, un po’ come quando si fa una domanda e ci si aspetta, dall’altra parte, una risposta – e quando non arriva non si può non provare un disagio che può essere più o meno grande, perché una regola della comunicazione è stata infranta. e lasciare il segno, per me, è un po’ anche questo: giocare al gioco della comunicazione su grande scala – che poi è forse il motivo per cui mi piace leggere le mie cose ad alta voce e vedere le facce di chi mi ascolta, ancora più che scrivere.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...