whatever works

non si può salire in alto senza avere il vuoto sotto che ti stringe stretto il culo, stretto il buco, non ci entra più uno spillo – sai che cadi, allora? cosa? solo un modo esiste al mondo per non sbattere le chiappe: star seduti, stare fermi, non volere in ogni istante tutto quanto – non volere pure quello che non vuoi ma devi averlo e neanche quello – è il desiderio. dicevamo? quanto è intensa la tensione, sono tersa dentro agli occhi perché ho pianto, perché ho riso, perché li ho tenuti chiusi non si vede che – col cazzo che li chiudo, noi dormiamo con le palpebre serrate verso l’alto, sempre all’erta, l’ho già detto ma lo scordi e mi ripeto pesto i piedi perdo i colpi ho la forza nei capelli non ce l’ho se sono corti, sono lunghi nella sciarpa che mi avvolgo sulla testa e ti ho aperto la portiera mentre tu dicevi, resta – le canzoni son coltelli che affiliamo con lo sguardo, fossi un fiore sarei un cardo invece sono una persona e pungo poco, pungo in genere nell’attimo sbagliato, taglio, raglio, ti do fiato quando tu vorresti apnea fermo la tua scialorrea con il silenzio con lo sputo ti rimetto le parole mi rimetto a te per quello che riguarda quale umore indossare alla mattina – pioggia, sole, sbaglio a scegliere le scarpe e bagno i piedi nelle pozze di sudore negli sprazzi di rumore nella quiete troppo cheta io le mani, tu la creta, tu la creta, io le mani, voglio sempre e solo oggi tranne quando ciò che voglio prende il nome di domani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...