umarmung

mi chiedi se mi sono mai fermata per scattare se ho fermato ciò che scorre dentro una fotografia – certe immagini non possono fermarsi sono solo in movimento – la mia onda che ti avvolge o lo sguardo che si abbassa e si distoglie ma non certo per timore o per vergogna, per raggiungere un silenzio che è impossibile rinchiusi in quella stanza o al cielo aperto – tutto parla, e le zolle si comprimono e sussultano e collidono là in fondo dove il nucleo resta rosso e sempre caldo e sempre quello e mi vien da dar la colpa alle mie gambe – non è il freddo non è il vento e alla finestra non ho avuto mai il bisogno di vedere ti ho capito dal rumore perché hai smesso di frenare, hai lo sterzo in avaria e puoi solo andare dritto, ho lo sterno che mai non protegge un cazzo che non ferma l’aritmia che non ferma più i fendenti del coltello che mi affonda ad ogni nota mentre quell’invocazione non ha senso, non sei andato, era scritto con il sangue che già stavi per tornare.

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