[tell me a story about how things will get better]

alla fine della strada gialla a casa sempre torniamo e basta uno sguardo per dire in silenzio che anche se entrambi ci siamo cambiati la pettinatura che spesso sentiamo il bisogno di stare leggeri che sia nella testa o nei rami che a volte potiamo, la volta che ci siamo riconosciuti è bastata per farci trovare malgrado i capelli imbiancati di mesi nei quali nessuno paziente ha spulciato la frangia, malgrado una ruga che sembra di riso e invece è di rabbia – e viviamo un eterno presente che è fatto di vite passate un po’ insieme un po’ no non importa che poi ci passiamo di mano in mano quel filo quel filo che è fatto di storie, le nostre, e io sciolgo i tuoi nodi tu i miei anche quando mi treman le mani e nemmeno ci importa il profumo che usiamo nel mondo reale a nasconder l’odore che come animali sappiamo ogni volta, l’odore di tutte le strade che abbiam camminato da soli e che portano qui sotto al sole che scende e ci trova seduti per terra a guardare in un punto cercando di mettere insieme i frammenti in cui i nostri occhi dividono sempre la grande figura ed eccoci, in questo momento – madame et messier – beviamo lo stesso bicchiere e intorno le bestie, gli uguali, i gatti che strusciano tutte le gambe ma seguono quelle di me tra trent’anni, i vecchi che parlano forte e ridon di tutto che tutto han vissuto e anche noi siamo nati così, già vissuti, con gli occhi ingialliti dal tempo ma limpidi sempre di vino e di vero.

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5 thoughts on “[tell me a story about how things will get better]

  1. non si copre l’odore, mai. e non c’è bisogno di vedere la luce nel buio per trovare il fuoco e sedercisi intorno e riconoscersi e non andare più via. o almeno provarci. che a volte il velo copre l’orrore, ma anche senza sollevarlo si vede la più bella ragazza di tutti i tempi.

  2. prego.
    grazie.
    l’odore lo coprono i giorni le cose il lavoro – l’indifferenza di chi ha perso il naso, e riconoscersi sempre, senza bisogno di vedere, senza bisogno di sollevare il velo che ci si è già sotto, insieme.

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