figure 8

nella spirale bianca e rossa sorride e infila i pollici nelle tasche dei pantaloni bassi, le mani somigliano alle mie, la lunghezza delle dita, le linee sui palmi, ma io continuo a inciampare tra le corde della chitarra almeno mezz’ora al giorno di scale arpeggi esercizi per ricordare cose dimenticate da dieci anni, lui non inciampa più ma nemmeno inciampava prima, quando studiavo musica pensavo di avere sbagliato strumento, per via di queste mani, ammiravo la compostezza degli archi, l’anarchia tronfia dei fiati, amavo il pugno spinto sul diaframma per tentare di cambiare il respiro e tenere lunghe le note nel canto e raggiungevo le melodie fuoriuscite dal pentagramma, i la fluttuanti nel cielo di sopra, le corde vocali elastiche e pulite la voce cristallina e adesso se mi penso la gola la vedo incrostata di anni e di fumo, nera come l’interno di un comignolo dal quale le nuvole escono a scatti quadrati che esplodono sopra i tetti senza rumore. non far sapere alla tua mano sinistra quello che fa la tua destra, premere e pizzicare, è tutto storto in questa primavera di vestiti leggeri che mai indosserò, di canzoni che non canterò, di libri che non finiranno, di luoghi ai quali tornerò per cerimonie segrete e mi appariranno per quello che sono, vedrò i punti nei quali la vernice del muro si scrosta e i bicchieri sporchi e le macchie oleose nell’acqua e i tumori a deformare i tronchi snelli degli alberi che avrebbero dovuto proteggermi e invece, come nei film, si tramuteranno in artigli e gabbie di ossa, mi strapperanno il maglione morbido dalle braccia e non ci saranno tappeti d’erba ma pietre aguzze, non ci saranno carezze di sole ma ustioni o nuvole nere, e continuerò comunque a sognare e stenderò una tovaglia a quadretti e mi avvolgerò in una coperta scozzese e aprirò un cesto di vimini e ci sarà una bottiglia di vino e niente per cui brindare, e i piedi nudi non saranno accarezzati dalla brezza ma affonderanno nel fango, e le spalle scoperte non si disegneranno di lentiggini e di baci ma diverranno grigie come la terra alla quale ritorno da quando son nata, morta che vive a scadenza, impura impaurita ho appurato che pure potendo non sono ponente mi è stata levata ogni cosa dal vento mi è stata lavata dal pianto non valgo volevo valere ma ho solo voluto non sono riuscita a volare.

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