you can’t judge a book by its cover

ancora non mi sono abituata agli sguardi d’attesa e di domanda che mi solleticano la schiena mentre entro nella stanza per poi uscirne cambiata, agli sguardi di curiosità che si muovono elastici tra i miei capelli scompigliati e il candore della divisa – quella che ho scelto è irrimediabilmente macchiata d’inchiostro nero sulla spalla, quella che mi ha scelto, l’unica che mi disegni i contorni senza stringermi, senza stingermi – agli sguardi che interrogano e si interrogano e cercano e trovano o non trovano, al sorriso tenue che mi si dipinge nell’ascolto, alla postura alla quale il ruolo mi costringe e solo dopo tempo mi accorgo che per ore ho tenuto il mento alto, ancora non mi sono abituata al bisogno disperato né alla diffidenza esasperata, non mi abituo al peso dei segreti che restano aleggianti tra la sedia vuota e la scrivania ingombra mentre i corpi se ne vanno rubandomi le penne. imparo a decifrare le croci e i vero o falso e intuisco le vergogne, intuisco le menzogne, le ritrovo in percentili ma continuo a preferire le parole, l’intesa degli sguardi che mi dice che qualcosa l’ho donato, ma com’è che quel qualcosa mi continua a pesare nelle tasche? riconosco l’impostura dei consigli che per prima ho rifiutato mai ho imparato ad accettare ma li offro non avendo alternative, mi misuro col bisogno viscerale di magia e di cambiamenti che mi sento appartenere, quando esco mi confronto col rettangolo di cielo in movimento liberato da edifici troppo quadri e mi accorgo che l’ascolto mi ha stremata che ho bisogno di parlare, parlo molto, parlo in fretta, c’è chi scambia la mia voce per serena solo perché non è lenta, guido piano perché penso perché guardo la stagione che mi cambia il panorama e i colori tutt’intorno son gli stessi dell’altr’anno ma io più non mi somiglio

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One thought on “you can’t judge a book by its cover

  1. Uno dei migliori insegnamenti che io abbia mai ricevuto è stato proprio di ricordarsi sempre che non è possibile dare consigli, che tanto non servono perchè non appartengono alla persona cui sono indirizzati. Ed è tuttora il più difficile da attuare.

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