A happy day and then you pay/and feel like shit the morning after

non so cosa gli sia saltato in mente, fare la scorta in farmacia. scatolette rettangolari impilate sul mio comodino. boccette che contengono un liquido meno viscoso del solito, non trasparente, colorato leggermente di viola o di una sua sfumatura – non conosco le sfumature.
secondo i miei calcoli. secondo i miei calcoli non sono poche, non sono abbastanza.
gliele infilo nella tasca dello zaino mentre si prepara per uscire. non voglio tenerle sul mio comodino, a portata di braccio, a portata di bocca stomaco fegato testa.
non basta. apro il cassetto delle posate e prendo i coltelli, infilo anche i coltelli nello zaino. le forbici. i profumi nelle loro boccette di vetro. di vetro sono anche i bicchieri, prendo anche i bicchieri, nello zaino non c’è quasi più posto.
i piatti, i piatti possono essere pericolosi.
le stringhe, sfilo le stringhe dalle scarpe nere, dalle scarpe viola, nello zaino. i rasoi sono inutilizzabili.
stacco la corrente. al buio è meglio. gli accendini, via gli accendini e i liquidi altamente infiammabili. l’idraulico liquido, non posso tenere in casa l’idraulico liquido, non posso mentre sono a casa da sola. la tachipirina, via. le bottiglie, ci sono talmente tanti modi di farsi male con quelle bottiglie.
la prima volta pensavo che bastasse poco, poco più dell’intenzione. non conoscevo il modo in cui le molecole si scompongono e si legano e gli interruttori che spengono. la prima volta ho sentito le palpebre chiudersi e il corpo farsi pesante e reale e ho pensato che non avrei riaperto più gli occhi e ho aspettato il buio o la luce o qualcosa.
la seconda volta ho capito che ci voleva del tempo, che avevo bisogno di solitudine, ma sono caduta nel vialetto di casa prima di raggiungere il cancello.
la terza volta ho chiesto aiuto alla plastica e all’alcool, agli antiemetici per non vomitare la mia scorta preziosa, ma non ne ricordo abbastanza.
non so cosa gli sia saltato in mente, anche la casa vuota sarebbe pericolosa. le cinture, le cinture gliele ho messe nello zaino? restano i vetri delle finestre. l’ammorbidente. il detersivo per i pavimenti. le lenzuola lacerate a strappi. lo smalto per le unghie. le sciarpe, come ho fatto a non pensare alle sciarpe? le chiavi delle auto. il garage. quei segnalibri di stoffa in mezzo alle edizioni prestigiose. il cavo di alimentazione del computer.
mi chiudo nuda in una stanza vuota e senza finestre. dovrebbe bastare. fino a domani dovrebbe bastare. pensare a tutte le morti possibili e sapere che è comunque la vita, che voglio. ripetermi che potrebbe sorprendermi, un giorno di questi. la vita potrebbe sorprendermi e non spaventarmi

Annunci

One thought on “A happy day and then you pay/and feel like shit the morning after

  1. un giorno di questi prenderò il treno, quello che parte da qui e arriva circa lì, e su quel treno metterò me stessa e il mio zainetto, e verrò a prenderti; ci sarà abbastanza posto per te, nel mio zainetto, ma per te soltanto, e non potrai portare nulla che possa ferirti o spaventarti o spaventarmi. e i miei occhi ti terranno stretta ferma e incapace di farti del male, e a dire il vero adesso mi viene in mente che questo è anche il finale di un’altra storia – so che sai qual è-, e però non era la fine nemmeno in quel caso, e non sarà la fine nemmeno adesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...