i’m not half what i wish i was

mentre guido piango dietro gli occhiali da sole e intanto canto e immagino di incrociarmi sulla strada in un’auto più bella e nuova e pulita, nell’auto più bella e nuova e pulita sono anch’io più bella e nuova e pulita e meno ingombrante e meno insicura e sorrido e vedo questa me che potrebbe somigliarmi se mi lasciassi andare, se smettessi di curarmi come quell’altra me ha smesso di curare la sua auto piccola e vecchia e sporca e con il posacenere pieno di mozziconi uno più amaro dell’altro e mi chiedo perché quell’altra sta piangendo e cantando dietro gli occhiali da sole e non capisco, perché io, sull’auto più bella e nuova e pulita sono bella e nuova e pulita e so dove sto andando e dove arriverò c’è qualcuno che mi aspetta per dirmi che sono bella e nuova e pulita, per guardarmi in un certo modo che non so descrivere ma che ho ben presente, ho presente quello sguardo, l’ha presente anche l’altra che poi sarei sempre io, solo che l’altra, che poi sarei sempre io, fa le mosse sbagliate sulla scacchiera della vita e perde pezzi e ne sacrifica altri pensando di stare giocando secondo le regole e invece – ma non io, non io che sono bella e nuova e pulita e mai piangerei dietro gli occhiali da sole, consapevole del viso che si deforma, delle labbra che si piegano in basso, della fronte che si raccoglie tutta nel mezzo, tra le sopracciglia, delle guance che cadono e cambiano colore e di certe lacrime che si fermano dietro gli occhiali da sole e si seccano nella conca delle occhiaie e se fossi bella e nuova e pulita e mi capitasse comunque di piangere ci sarebbe qualcuno a leccare via quel sale e invece arrivo a casa e mi sciacquo la faccia e leggo il mio fine settimana riassunto in una riga e scrivo anche se mi ero promessa di non scrivere perché certe cose è inutile scriverle, i momenti belli, per esempio, perché per quanto uno si impegni non riuscirà mai a ricrearli attraverso le parole perché quasi mai i momenti belli sono fatti solo di parole, sono fatti anche di sole che poi tramonta e cielo color inquinamento e acqua ferma e ponti e odori e pagine di libri vecchi e nuovi tra le dita, e altrettanto inutile è scrivere qualsiasi altro momento, questo momento, per esempio, che non merita di essere scritto così come io non merito di essere scritta e di scrivere e non merito di essere tenuta stretta e non merito niente nella mia auto piccola e vecchia e sporca che sfreccia tra i fossi senza mai avere il coraggio di sterzare, senza mai avere la forza di frenare

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One thought on “i’m not half what i wish i was

  1. fa le mosse sbagliate sulla scacchiera della vita e perde pezzi

    perderli?

    Io *ti leggo* tanta grazia appiccicata addosso,non importa se non puzza di acrilico, è spettinata ed è una grazia un pò ribelle, di quelle che nemmeno sarebbe più grazia se avesse i capelli in piega perfetta, im-balsamati, a-nergici sotto la pioggia o controvento.

    Scegli e prenditi un punto, poi un altro un pò più in là. In mezzo ci devono essere giusto un paio di cazzate spinose da saltare, il tempo massimo di dieci pacchetti da venti, tempo ritarato addosso a te. E poi? se abbassi le aspettative, fai lo scatto rumoroso e arrugginito, e scopri che la posta si è alzata solo perchè “abbiamo morso” un pò? e valeva la pena perfino di alzarla ( o che si alzasse da sè…). E intanto c’è spazio alle spalle: è fatta, per stavolta è fatta … le aspettative sono solo rimaste a guardare … troppo prese eravamo a gustarci tutta la grazia di quel secco, acuto rumore di ruggine che scattava, che avanzava, che scalfiva, che neppure tanto velocemente, che troppo grossolanamente, che poteva fare perfino più rumore … ma intanto …

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