Remove my cheeks, that tears may not roll down them

le parole non sono niente, le parole sono tutto quello che abbiamo, le parole sono l’unico sguardo che mi è concesso mostrare, l’unico sguardo che mi è concesso ricevere e invece no, questo posto è recintato da altri occhi, ma tu cosa ne sai, ma tu cosa ne sai, vuoi le mie parole? le vuoi? te le stai prendendo, contenta? prenditele tutte, intrecciale in corona, prenditele in fretta perché spariranno una a una, contenta? e non saprai che splenderanno sempre, splenderanno ovunque, quante cose non sai, di come ho tentato di aiutarti, amputandomi, mettendoti davanti a me, ma adesso basta, adesso basta, le mie parole sono le mie parole sono le mie parole, non te le lascio a portata di mano perché tu possa fargli male, ancora più male, questo posso farlo, questo devo, lo devo a lui, lo devo al noi che non è mai stato, lo devo a me stessa per poter continuare a scrivere e scriverlo senza la tua minaccia a temperare le mie frasi e renderle aguzze e farne frecce

e quando finiremo la carta scriveremo sui muri e quando finiremo i muri ci scriveremo addosso e quando finiremo la pelle scriveremo sui fazzoletti di carta usati e quando finiremo i fazzoletti e fermeremo le epistassi coi maglioni useremo il sangue al posto dell’inchiostro che sarà finito e quando finiremo il sangue l’inchiostro la carta i muri i fazzoletti la pelle imparerò a memoria le tue parole per gridarle fuori dalla finestra e in mezzo alla piazza

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