18Gen09

nel momento in cui mi aggancia le labbra all’amo dei denti capisco che non avrò più parole mai più, solo potrò confabulare produrre frasi senza senso se non per me che le leggo, solo inventare – niente potrà più essere vero, reale, che l’unico momento di verità è anch’esso falso, un polso piegato una violenza allucinata un’umiliazione che mi fa risvegliare con le ginocchia che bruciano come se avessi passato la notte in ginocchio a pregare espiare strisciare nel tunnel nel quale mi sveglio al volante sotto il cielo giallo di nebbia che non scende di pioggia leggera che non lava il sangue sul vetro che cade in una goccia grossa dall’alto a segnare per sempre il mio peccato, nel quale mi risveglio altra e diversa con la gola bruciata dalle parole che ho gridato e che ho visto mentre mi tiravo da dietro per il cappotto per portarmi via allontanarmi strapparmi e poi basta seguire i cartelli, le indicazioni, usare la parte di me che impara le cose a memoria e a quelle attenermi, usare la parte di me che si spegne a comando che pure da spenta continua a parlare

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...