05Gen09

con la lingua mescolo questo caffè amaro, con i polpastrelli brucio la tazza, le orecchie sentono la nebbia che bussa le persiane, il naso percepisce una tristezza che non vedo con gli occhi che son ciechi, l’intuito non fallisce o sono io che l’assecondo, esco solo per comprare un vestito che sia rosso e mi permetta di affondare.
allungo la mano, la destra – ogni volta che entro in una nuova stanza scelgo sempre il letto o il lato accanto alla finestra e qui ho fatto lo stesso – trovo il comodino e afferro il cordone e durante la notte è stato tagliato o mai affondava altrove – mai avrebbe potuto e nemmeno questo lo sapevo – quante cose mi nascondo?
immergimi la testa nell’acqua e non sarò più morta

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